Siria. Trump ordina i raid: Usa, Francia e Gran Bretagna attaccano

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di Paolo Foschi

 

Corriere della Sera, 14 aprile 2018

 

L’attacco scattato nella notte. È durato poche ore e avrebbe colpito tre obiettivi, a Damasco e a Homs: tre i feriti civili. Nel mirino l’arsenale chimico del regime. “Ho ordinato l’attacco alla Siria”. L’annuncio di Donald Trump è arrivato intorno alle 22, ora di Washington (in Italia erano le tre di notte), mentre i missili stavano già colpendo gli obiettivi ritenuti collegati alla produzione di armi chimiche. A una settimana di distanza dal controverso attacco chimico contro la città siriana di Duma attribuito dagli Usa alle truppe governative siriane, il presidente statunitense è dunque passato all’azione. L’operazione, arrivata un po’ a sorpresa dopo che nelle ultime ore erano giunti segnali di distensione, è stata portata avanti da Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna, che hanno utilizzato unità navali e forze aeree. Dalle prime informazioni ci sarebbero almeno tre civili rimasti feriti in uno dei punti colpiti, la base di Homs.

Gli obiettivi – Sono tre gli obiettivi colpiti nel corso dell’attacco, durato circa un’ora: un centro di ricerca a Damasco, un deposito per lo stoccaggio delle armi chimiche e un centro di comando a Homs, dove secondo la tv siriana tre persone sarebbero rimaste ferite. Sarebbero stati lanciati tra i 100 e i 120 missili da crociera. Così ha lasciato intendere James Mattis, capo del Pentagono, che ha rivelato che è stata utilizzata una quantità doppia di razzi rispetto ai 59 dell’attacco alla Siria del 2017. Secondo quanto annunciato dallo stesso Trump, gli attacchi coordinati con i due Paesi alleati puntano a colpire i siti per la produzione di armi chimiche. “Siamo pronti a sostenere questa risposta fino a quando il regime siriano non cesserà l’uso di agenti chimici proibiti” ha detto. “Non vogliamo rovesciare Assad, ma fermare l’uso di armi chimiche” ha sottolineato Theresa May, premier della Gran Bretagna. “La linea rossa fissata dalla Francia nel maggio del 2017 è stata superata. Quindi ho ordinato alle forze armate francesi di intervenire questa notte, nell’ambito di un’operazione internazionale congiunta con gli Stati Uniti d’America e il Regno Unito e diretta contro arsenali chimici clandestini del regime siriano” ha invece twittato il presidente francese, Emmanuel Macron. “Questo è un chiaro messaggio per Assad”, ha spiegato il segretario americano alla Difesa, l’ex generale James Mattis, assicurando come al momento non si registrino perdite tra le forze Usa.

Le reazioni – Dura la risposta della Russia, attraverso l’ambasciatore negli Stati Uniti: “L’attacco è un inammissibile schiaffo al nostro presidente Putin e non resterà senza conseguenze”. E ha poi aggiunto che un numero “considerevole” dei missili lanciati è stato “intercettato o abbattuto” dai sistemi di “difesa siriani”. La Francia assicura che “la Russia è stata avvertita in anticipo degli attacchi”. Arriva poi il commento dal ministero degli Esteri siriano: “un’aggressione barbara e brutale”. Toni duri anche dal ministro degli Esteri iraniano: “Ci saranno conseguenze regionali”. Mosca ha comunque precisato che i missili non hanno colpito né le basi, né uomini o mezzi russi. Arriva anche il commento di Israele, che definisce l’attacco “giustificato”. Sostegno anche da Canada e Giappone. La coalizione incassa l’appoggio anche della Turchia. Ma l’operazione pare abbia fatto scoppiare qualche polemica all’interno del Congresso americano, poiché Trump, prima di procedere, non ha chiesto nessuna autorizzazione. Secondo alcuni osservatori, Usa, Francia e Gran Bretagna potrebbero comunque aver concordato gli obiettivi con la Russia per evitare un’incontrollabile escalation di guerra. L’azione dovrebbe per adesso essere limitata a una sola notte e avrebbe dunque il senso di un avvertimento al governo di Assad, anche se successivamente fonti dell’amministrazione Usa hanno spiegato che “l’operazione non è finita. Quella che avete visto stanotte non è la fine della risposta degli Stati Uniti, il piano prevede molta flessibilità che permette di procedere a ulteriori bombardamenti sulla base di quello che è stato colpito stanotte”. “I danni sono limitati” ha replicato Damasco.

Le accuse alla Russia – Annunciando l’attacco in Siria il presidente Usa Donald Trump ha comunque puntato il dito contro Russia e Iran. “All’Iran e alla Russia chiedo: quale tipo di nazione vuole essere associata all’omicidio di massa di uomini innocenti, donne e bambini?”. E ha proseguito: “La Russia deve decidere se continuare lungo questo sentiero buio o se si unirà alle nazioni civilizzate quale forza di stabilità e pace. Magari un giorno andremo d’accordo con la Russia, e forse perfino l’Iran, ma forse no”. “Gli Stati Uniti e i loro alleati hanno realizzato l’attacco contro la Siria nel momento in cui il Paese aveva la possibilità di un futuro pacifico” ha replicato la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova su Facebook. “Quelli dietro il raid rivendicano la leadership morale in questo mondo e sbandierano la loro esclusività e unicità”. Al momento non ci sono segnati di una possibile risposta all’attacco da parte di Damasco o Mosca.

 

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