Non può esserci un razzismo di Stato

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Sembra oramai certo: al Viminale avremo come Ministro il capo della Lega Salvini. L’ideologo dell’odio contro gli stranieri. Colui che ha costruito la sua carriera e l’identità della nuova Lega sullo slogan «Prima gli italiani». Nel ‘contratto’ di governo di Lega e M5S, sull’immigrazione si prevedono misure molto preoccupanti.

Cavallo di battaglia sono le espulsioni: 500mila l’obbiettivo che viene sbandierato. Obbiettivo chiaramente irrealizzabile, che dimostra come i politici  stiano giocando con le cifre e la vita delle persone per pura propaganda politica. Sulla chiusura delle nostre frontiere, con la conseguente ecatombe che ne consegue, Minniti si è già molto impegnato e difficilmente Salvini potrà fare peggio.

 

Anche la scelta di aumentare il numero dei centri di detenzione era già stata introdotta, senza successo, dal precedente governo e va ricordato che aumentare i posti e la durata della detenzione non ha portato,  nemmeno quando al Viminale c’era un altro leghista, Roberto Maroni, a un aumento dei rimpatri. Peraltro,  aver previsto il concorso delle regioni nell’apertura di nuovi centri rende più difficile il percorso, perché, dopo la campagna di criminalizzazione degli stranieri, non è facile trovare comuni e regioni disposti ad accoglierne sul proprio territorio.

L’inasprimento delle regole per il salvataggio in mare ad opera delle ONG, non potrà che alimentare la vergognosa campagna di criminalizzazione della solidarietà già ampiamente promossa attraverso il Codice per le ONG.

Salvini non esiterà a mettere in campo inutili provvedimenti ‘manifesto’ e a violare principi costituzionali o convenzioni internazionali allo stesso scopo, rischiando di vederseli annullare.

Un esempio è la prevista consultazione referendaria  sull’apertura di nuove moschee. Ma la libertà di culto è un principio costituzionalmente garantito e non può essere materia di referendum. Con la stessa logica, sul capitolo ‘campi nomadi’ il contratto ne prevede la chiusura. Obiettivo condivisibile se perseguito per garantire dignità e i diritti delle persone che vivono in condizioni di grave disagio. Ma così non è, visto che non vengono previste situazioni abitative alternative. Altrettanto demagogica è la proposta di sottrarre la patria potestà ai genitori di bambini rom che non frequentino la scuola: l’obiettivo, anche in questo caso, è alimentare la diffidenza verso una minoranza. I motivi di preoccupazione per l’avvento dell’era dei Salvini e dei Di Maio ci sono e sono tanti. Ma è bene ricordare che i provvedimenti adottati in questi anni dalle forze che aderiscono ai Popolari europei come da quelle fanno capo al gruppo socialista e democratico, incluso il PD in Italia, hanno creato le condizioni per un’affermazione generalizzata di forze regressive e pericolose per la democrazia, come la Lega del prossimo Ministro dell’Interno. Da oggi, come prima e più di prima, dovremo impegnarci a mettere in campo una opposizione sociale e a ricorrere a tutti gli strumenti della legislazione nazionale e internazionale per fermare il razzismo di Stato che rischia di diventare la caratteristica principale del nuovo Governo.

di Filippo Miraglia, vicepresidente nazionale Arci

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