Migranti. Strasburgo: Italia non ha sistema reclami nei centri

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Ansa, 20 aprile 2018

 

In Italia il meccanismo per i reclami a disposizione dei detenuti funziona bene, ma manca per i migranti, privati della libertà in varie strutture a partire dai centri. Lo afferma Mykola Gnatovskyy, presidente del Cpt, organo anti tortura del Consiglio d’Europa, in occasione della pubblicazione del 27esimo rapporto annuale. Nel documento l’organismo detta i principi che devono regolare il funzionamento dei meccanismi di reclamo per tutti quelli che sono privati della libertà, nelle carceri, nelle stazioni di polizia, nei centri per i migranti, negli istituti psichiatrici e in altre strutture di detenzione.

“Questi meccanismi, che mancano in molti paesi e in altri mostrano gravi lacune, sono una garanzia fondamentale contro la tortura e i maltrattamenti” osserva il Cpt, aggiungendo che “la loro esistenza mostra che l’atmosfera nel luogo di reclusione è buona”.

Per quanto concerne l’Italia, il presidente del Cpt, facendo riferimento alle ultime visite condotte nel Paese, osserva che “i detenuti hanno ora varie possibilità per sporgere reclami” e che “queste sono ben conosciute e usate senza alcun timore”.

Lo stesso non è invece vero, osserva Gnatovskyy, per i migranti che si trovano privati della libertà. Infine nel rapporto pubblicato lo scorso anno sulla visita periodica condotta in Italia nel 2016, il Cpt sottolineava che le autorità dovrebbero aumentare le informazioni sui meccanismi di reclamo per quanti sono nei Rems (Residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza).

 

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