L’Italia vivace che non si legge nel Contratto di governo

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di Agnese Moro

 

La Stampa, 26 maggio 2018

 

Per una di quelle strane coincidenze che a volte si verificano sono usciti, praticamente negli stessi giorni, il testo del Contratto di governo tra Lega e MoVimento 5 stelle e il calendario definitivo delle 600 iniziative del Festival dello sviluppo sostenibile.

Promosso, dal 22 maggio al 7 giugno, dall’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (Asvis) con oltre 180 organizzazioni e reti della società civile per fare il punto sulla attuazione della Agenda 2030 e degli obiettivi di sviluppo sostenibile fissati dall’Onu nel 2015. La coincidenza crea la curiosità di un confronto tra gli obiettivi del probabile nuovo Governo e quelli di tante, e tanto varie, realtà della società italiana.

Varie davvero: università, Comuni, associazioni, organizzazioni professionali e scientifiche, industrie, fondazioni bancarie e non, scuole, reti, artisti, parrocchie, organizzazioni civiche e sportive, Ong. Le somiglianze nei temi non mancano, soprattutto per quanto riguarda ambiente, green economy, acqua, sport, clima, rifiuti, trasporti e turismo. Non mancano anche le differenze, la principale delle quali è il valore da attribuire alla diversità, meritevole di tutela nel programma di governo solo per la disabilità e da rifiutare e combattere per quanto riguarda tutto ciò che non è italiano; mentre nelle iniziative del Festival torna continuamente in termini di interdipendenza, accoglienza dei migranti, sostegno ad Africa, Asia, Sud America, protezione delle biodiversità.

Altre divergenze: quelle delle diseguaglianze e della povertà. Nel programma di Governo sono assorbite dalla questione del reddito e della pensione di cittadinanza, mentre nel Festival trovano spazio con numerose esperienze e tematizzazioni. Festival nel quale sono declinate in mille modi esperienze di innovazione sociale, scientifica, industriale, agricola, manageriale, culturale, paesaggistica, ambientale, urbanistica e architettonica, che suonano un bel po’ diverse dalle prospettive protezionistiche di confini, espulsioni, carceri, sensazioni di assedio così presenti nel Contratto di governo.

Una vivacità che mette di per sé in discussione l’idea ottocentesca di popolo, così cara a tutte le componenti del prossimo Governo, per riportarci a un più reale Paese fatto di persone (è il fondamento della Repubblica), partner capaci di pensare, creare, sperimentare.

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