La terra dell’abbastanza al cinema Cappuccini

Martedì 11 Dicembre ore 21:15
evento speciale della rassegna L’Italia che non si vede promossa da ARCI Genova e Cinema Cappuccini

“Volevamo raccontare come è maledettamente facile assuefarsi al
male! Vedere fin dove si può fingere di non sentire nulla”

Torna in sala il pluripremiato esordio dei Fratelli D’Innocenzo. (Nastri D’argento come Miglior Regia) in occasione della rassegna “L’Italia che non si vede”.

➽ Che cosa faresti se per sbaglio investissi e uccidessi un boss della mala?
Mirko e Manolo sono due giovani amici della periferia di Roma. Bravi ragazzi, fino al momento in cui, guidando a tarda notte, investono un uomo e decidono di scappare. La tragedia si trasforma in un apparente colpo di fortuna: l’uomo che hanno ucciso è un pentito di un clan criminale di zona e facendolo fuori i due ragazzi si sono guadagnati un ruolo, il rispetto e il denaro che non hanno mai avuto. Un biglietto d’entrata per l’inferno che scambiano per un lasciapassare verso il paradiso.

“L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno, è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, dargli spazio”.
Questo diceva Italo Calvino.

● Damiano e Fabio D’Innocenzo (1988) sono registi e sceneggiatori. Hanno trascorso la loro infanzia nei sobborghi di Roma, dedicandosi alla pittura, scrivendo poesie e scattando fotografie. Hanno collaborato alla sceneggiatura di Dogman di Matteo Garrone. La terra dell’abbastanza è il loro primo film.

Prossimo appuntamento Giovedì 13 Dicembre ore 21:15
Il Clan dei Ricciai di Pietro Mereu

Trama: A Cagliari, alcuni ex-detenuti affrontando la vita fuori dal carcere lavorando come pescatori di ricci di mare grazie all’aiuto di Gesuino Banchero, ritenuto il boss di questa attività, disposto a dar loro una seconda possibilità per integrarsi nuovamente nella società. I protagonisti raccontano dettagliatamente le difficoltà dentro e fuori dal carcere, assieme a quella del duro lavoro in mare e del loro rapporto coi valori della strada, descritti anche attraverso le canzoni tradizionali della malavita sarda. leggi tutto

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