Documentazione

SITI CHE SI OCCUPANO (ANCHE) DI CARCERE

www.reti-invisibili.net”

RETI INVISIBILI” è il network di associazioni italiane impegnate nella memoria storica, nella ricerca della verità e della giustizia su molte vicende che hanno insanguinato il nostro Paese dal dopoguerra ad oggi.

Cosa lega le vittime innocenti delle stragi italiane a quelle uccise dalle forze dell’ordine, dallo squadrismo neofascista, dalle organizzazioni mafiose?

Fatti diversi tra loro però uniti da un’unica strategia: la negazione della verità da parte degli apparati dello Stato, conseguenza di insabbiamenti, sottrazione di documenti processuali rilevanti, sostanziale archiviazione di tutti i procedimenti in corso.

Senza l’accertamento della verità, i familiari delle vittime di stragi e omicidi compiuti anche da diversi responsabili sono diventati come invisibili, buoni solo per le ricorrenze e gli anniversari con cui lo Stato si autoassolve dalle sue responsabilità. Per questo da oggi quelle persone si ritrovano in “Reti invisibili”.

“Reti invisibili”ha realizzato questo portale internet con cui invece si renderà “visibile” l’attività delle associazioni. Una Banca dati della memoria dove saranno inseriti i profili delle associazioni, documenti giudiziari, schede e cronologia dei principali fatti dal dopoguerra ad oggi, contributi tecnici e giornalistici, eccetera.

Il simbolo di “Reti invisibili” raffigura l’unità dei piccoli pesci che rincorrono e alla fine inghiottono quello più grosso. E’ il nostro miglior auspicio per quanti ancora non hanno smesso di cercare una verità a loro negata.

http://www.ristretti.it/

Il giornale della Casa di Reclusione di Padova e dell’Istituto di Pena Femminile della Giudecca -realizzato a cura del Centro di Documentazione Due Palazzi – via Due Palazzi, 35/a – 35136  Padova, fax 049.8712059

Le sezioni del sito viste nel dettaglio

Sezione 1: Un glossario per conoscere meglio il carcere e i moduli di tutte le istanze da rivolgere alla magistratura. Cosa significano espressioni come “416 bis”, “accavallato”, “G.U.P.”, “zanza”? In questa sezione potete scoprire il significato di centinaia di termini del gergo carcerario.

Sezione 2: Lettere dal carcere. Ad iniziare dal 7 dicembre 2001, la nostra redazione gestisce la rubrica “Lettere dal carcere” sul settimanale “Vita”, giornale del non profit. In queste pagine presentiamo tutti gli articoli già pubblicati su “Vita”.

Sezione 3: Novità su carcere e giustizia, ovvero le notizie sul carcere che, settimanalmente, vengono selezionate e commentate dai diretti interessati, i detenuti, ma anche da operatori sociali e altre persone “esperte in materia”.

Sezione 4: Linea diretta tra carcere e città, con la quale potete comunicare con il carcere ed esprimere le vostre opinioni sui temi della giustizia. Ad esempio potete discutere di “sicurezza” con i diretti responsabili dell’insicurezza e vedere se davvero, per avere città più sicure, serve a qualcosa aumentare le pene. I vostri messaggi e le risposte della redazione saranno pubblicate ad ogni aggiornamento del Sito.

Sezione 5: Le ricerche, gli studi e le inchieste che abbiamo realizzato, suddivise per aree tematiche, e altri materiali documentari sul rapporto dei detenuti con le loro famiglie, sulla detenzione femminile, sulla condizione degli immigrati e dei tossicodipendenti in carcere, etc..

Sezione 6: Informazione e controinformazione. I giornali dal carcere, quelli “di strada” e del mondo sociale, visti dalla prospettiva di chi dell’emarginazione “se ne intende”.

Sezione 7: La “guida” per i detenuti, disponibile in sette lingue, è uno strumento utilissimo per i detenuti italiani e stranieri, ma anche per gli operatori sociali che si occupano di carcere.

Sezione 8: Le “Pagine salvagente”, cioè i recapiti delle Case di Accoglienza, delle Cooperative Sociali e tanti altri indirizzi di strutture che lavorano per contenere l’emarginazione sociale, suddivisi per capoluogo di provincia.

Sezione 9: S.O.S. Immigrati, le informazioni più utili per gli stranieri detenuti, soprattutto in vista della scarcerazione: permessi di soggiorno, indirizzi di associazioni e case di accoglienza, etc.

Sezione 10: Come fare un giornale in carcere. Per incentivare  la nascita di nuove esperienze di giornalismo carcerario abbiamo preparato una guida pratica, che aiuta a risolvere i tanti problemi che si incontrano nell’avviare una redazione “ristretta”. Siamo disponibili anche a collaborare con associazioni, Centri Territoriali, operatori che intendano occuparsi di informazione in carcere.

Inoltre in questa sezione trovate un Corso di scrittura giornalistica a puntate, preparato dal prof. Stefano Brugnolo appositamente per la nostra redazione, può essere utilissimo anche per altri “aspiranti giornalisti”.

Sezione 11: Le interviste di Ristretti. Gli incontri, in redazione, con giornalisti, scrittori, docenti, operatori sociali, ma anche le interviste realizzate all’esterno dai volontari e dai detenuti in permesso.

Sezione 12: Gli ultimi numeri di “Ristretti Orizzonti”, suddivisi per rubriche, e altre  informazioni sul lavoro della redazione. Inoltre, in questa sezione trovate i testi dei precedenti numeri. Ristretti Orizzonti è il giornale realizzato dai detenuti della Casa di Reclusione di Padova e dalle detenute dell’Istituto di Pena Femminile della Giudecca, a Venezia.

Sezione 13: Storie e testimonianze dal carcere, cioè le scritture autobiografiche di donne e di uomini che, nelle “ristrettezze” della detenzione, hanno scoperto l’importanza e il piacere di raccontarsi.

Sezione 14: I fascicoli prodotti dal gruppo Rassegna Stampa e gli “estratti” dalle rassegne stampa riguardanti le dichiarazioni dei politici e degli operatori sociali sul carcere e sull’immigrazione. Il Gruppo Rassegna Stampa ha già prodotto oltre 900 fascicoli, su 90 temi di attualità e di interesse generale. Realizza aggiornamenti settimanali sui problemi del carcere.

Sezione 15: Le attività organizzate dall’Ufficio Stampa – Centro Studi. L’Ufficio Stampa – Centro Studi raccoglie materiale documentario sul disagio sociale, organizza eventi culturali (convegni, giornate di studio, etc.), offre servizi di traduzione, realizza ricerche e cura la diffusione delle informazioni su supporto informatico (CD Rom, floppy disk, Internet).

Sezione 16: Link a Siti che trattano di problemi sociali: dalla giustizia, all’immigrazione, ai diritti civili, con brevi informazioni su quello che vi si può trovare.


LIBRI, FILM, PUBBLICAZIONI, SPETTACOLI

  • “La domandina”

Un’iniziativa particolarmente riuscita è la promozione di “La domandina – spettacolo essenziale di canzoni e letture, dal carcere alla società”, presentato dall’attrice Cristina Campanile accompagnata da Buby Senarega e Fabrizio Dentini. Chi fosse interessato ad organizzare una rappresentazione può contattare Sandra Bettio (bettio@arciliguria.it) o Alfredo Simone (alfredo.simone@arciliguria.it) presso gli uffici di via San Luca 15/11 –
Telefono 010.2467506/08, fax 010.2467510

Leggi la recensione de Il Secolo XIX in occasione di una rappresentazione dall’Arci Pianacci al CEP.

“I sogni e le speranze, i rimpianti e le delusioni dei carcerati del centro clinico di Marassi erano già diventati un cd di nove canzoni, “La domandina”, con la collaborazione di Bubi Senarega, nel contesto del progetto A27 proposto dalla cooperativa sociale “Il Biscione”.E ora sono anche uno spettacolo teatrale dallo stesso titolo.

La domandina è il modulo che ogni detenuto deve sempre compilare per avanzare qualsiasi richiesta: dall’acquisto degli alimenti all’incontro con i famigliari, dal ritiro degli oggetti custoditi nel magazzino alle istanze di liberazione da rivolgere ai giudici, tutto è sottoposto al rito di quello stampato, che si rivelano dei momenti cruciali della vita burocratica carceraria alle Case Rosse.

E si fa simbolo della progressiva disumanizzazione di un sistema necessario ma ormai antiquato e del tutto inadeguato.bubi senarega pianacci. Un’ora di poesie e canzoni recitate da Cristina Campanile

Cristina Campanile

Cristina Campanile

e cantate dallo stesso Senarega

Buby Senarega

Buby Senarega

che, spiega il cantautore genovese coinvolto in varie attività di volontariato, “si apre sulla ballata di Maria Sanders di Bertolt Brecht e si chiude sui versi di Libertè di Paul Eluard. All’interno il frutto della creatività che dà voce al disagio mettendo in gioco le energie a fini positivi, togliendo spazio e tempo alle pulsioni di abbandono o di reazione violenta”. Fino alla tarantella disincantata del titolo che esorta ironica :”Dai, fai la domandina, la si esaminerà/ una rispostine, può darsi, arriverà”. (Il Secolo XIX dell’11 aprile 200

Riparazione e giustizia riparativa – il servizio sociale nel sistema penale e penitenziario – a cura di Patrizia Trecci e Marco Cafiero – Franco Angeli editore pagg. 340, € 20 – disponibile per la consultazione, chiedere ad Alfredo, Arci 5° piano.