Carcere
Il nostro lavoro non può essere che un lavoro dal basso, il nostro compito è quello di intensificare l’animazione sociale e culturale della comunità, la ricostruzione delle relazioni sociali, la pratica della cittadinanza, l’esercizio della responsabilità civile, l’animazione degli spazi di discussione pubblica.I nostri circoli debbono essere spazi di confronto e di impegno collettivo. Dobbiamo contribuire a ricostruire una cultura civile.
L’IMPEGNO DI ARCI GENOVA SUL “CARCERE”
Arci Genova aderisce alla Conferenza Regionale Volontariato Giustizia, cui partecipa attivamente attraverso un proprio rappresentante. La Conferenza regionale ha lo scopo di rappresentare enti, associazioni e gruppi impegnati in regione in esperienze di volontariato nell’ambito della giustizia in generale e più compiutamente all’interno e all’esterno degli istituti penitenziari per affrontare ogni tematica che abbia a che vedere con la realtà della reclusione e dell’esclusione sociale.
Arci Genova partecipa all’attività dello sportello Sp.In. (Sportello Informativo dell’ufficio esecuzione penale esterna (U.E.P.E.) del Ministero di Giustizia) sedi Genova e di Chiavari
Lo sportello si occupa di
-accoglienza ed ascolto;
-orientamento e sostegno sia sociale generico che dedicato a formazione-istruzione-lavoro;
-informazioni su servizi territoriali in materia di casa, salute, lavoro ecc.;
-avvicinamento e contatto con servizi pubblici e volontariato;
-consulenza legale sulla fase esecutiva dei procedimenti penali;
-incontri di informazione e orientamento intramurari.
Arci in particolare all’interno dello Sp.In si occupa della consulenza agli utenti stranieri.
Arci Genova ha partecipato (nel periodo maggio/novembre 2006) con un proprio rappresentante al progetto “Stranieri e droghe”, promosso dal Ministero della Giustizia (Dipartimento Amministrazione Penitenziaria) presso la casa Circondariale di Marassi. Obiettivo del progetto era quello di definire e sperimentare un sistema di gestione del processo di accoglienza del detenuto straniero.
Arci Genova ha promosso dal maggio 2006 , allo scopo di avviare una riflessione sul rapporto carcere e territorio, la circuitazione dello spettacolo “La domandina” : testi dei detenuti del carcere di Marassi (centro clinico e “sezione a custodia attenuata”) e portato in scena dal cantautore Buby Senarega e dall’attrice Cristina Campanile a cui si è aggiunto nel 2007 Fabrizio Dentini.
Arci Genova ha partecipato fino al 2007 con un proprio operatore al progetto PARI (promosso dalla Provincia di Genova in collaborazione con il Ministero del Lavoro che prevede azioni di re-impiego di fasce svantaggiate.
Arci Genova partecipa dal 2009 alla realizzazione progetto “Casa Mandela” struttura di accoglienza per detenuti in permesso premio
Arci Genova dal febbraio al settembre 2010 ha partecipato con un proprio operatore al progetto “Nuovi Giunti” presso la Casa Circondariale di Marassi (progetto promosso dalla C.R.V.G.L. al fine di attenuare gli effetti traumatici della reclusione).
Gli obiettivi per il 2011
Azioni interne alle case circondariali
operare per un’azione efficace nelle carceri affinché vengano rispettati i diritti dei detenuti e divengano luoghi reali di rieducazione della persona (l’applicazione del regolamento - osservatorio – ruolo dei volontari (con detenuti e personale penitenziario) - ns. proposte attività nelle carceri - lo strumento della CRVGL ecc).
Operare per tempo il detenuto in uscita sia a conoscenza delle risorse che il territorio offre – assistendolo “dentro” già in una serie di pratiche indispensabili (vedi ad esempio il rinnovo dei permessi di soggiorno, le questioni inerenti casa, conoscenza dei servizi sanitari e sociali quando uscirà, le indennità di disoccupazione, ecc.)
Azioni Esterne
L’esperienza maturata da alcuni di noi porta a questo ragionamento: i cittadini, dopo l’esperienza della detenzione, incontrano nella prima fase del reinserimento, difficoltà di ordine materiale (es. abitazione o lavoro regolare) , relazionale, sociale e individuale. La detenzione allontana quasi sempre la persona dal contesto sociale e familiare. Non è semplice per un ex detenuto farsi “riaccettare” o costruire nuove relazioni.
I bisogni materiali si coniugano strettamente con l’importanza della dimensione relazionale, con il bisogno che la persona ha di dialogare e comunicare. Esigenze queste che ci pare non trovino sufficienti risposte dai servizi (pubblici o del privato sociale) attualmente presenti sul territorio genovese.
Partendo da questa constatazione, unita alla valutazione sulla specificità di un’organizzazione di promozione sociale quale è l’Arci (e la sua capillare diffusione sul territorio):
1. Continuare e intensificare l’opera di sensibilizzazione dell’opinione pubblica alle tematiche della giustizia penale e delle pene, della vita interna del carcere e del suo rapporto con il territorio
2. Provare a costruire percorsi esterni al carcere per favorire il reinserimento sociale del detenuto “in esecuzione penale esterna” o dell’ex detenuto (anche avviando o potenziando propri servizi e strutture)
3. Sollecitare “il pubblico” ad adempiere a ciò che deve fare “in materia” Oggi molti degli uffici preposti sono inadeguati e inadempienti.
Coordinatrice del settore è Sandra Bettio.
Per informazioni è possibile rivolgersi a Sandra Bettio (bettio@arciliguria.it) e/o Alfredo Simone (alfredo.simone@arciliguria.it) presso gli uffici di via San Luca 15/11 -
Telefono 010.2467506/08, fax 010.2467510





HOME | MAPPA DEL SITO | CONTATTI | ISCRIVITI |
TUTTI I CONTENUTI DEL SITO SONO DISTRIBUITI SOTTO LICENZA CREATIVE COMMONS | CREDITI