AFFETTI RISTRETTI – I diritti dei genitori in carcere e dei loro figli 2016-2017

Il progetto è organizzato in due fasi:

1)Avviare un progetto di ricerca rispetto alla tematica della genitorialità in carcere e di come sia o non sia possibile mantenere il legame tra padri e figli all’interno di questa istituzione.

2)Avviare, con i detenuti, un percorso di conoscenza di giochi e fiabe e una piccola biblioteca/ludoteca, in modo da costruire un patrimonio personale di conoscenze, da poter poi utilizzare con i propri figli nelle giornate di incontro.

Inoltre, verrà avviato uno specifico percorso dedicato ai detenuti che, per diverse ragioni, non hanno la possibilità di incontrare i figli, ma hanno comunque estremo bisogno di costruire con loro una relazione, seppur a distanza. Ogni percorso si svolgerà atraverso alcune semplici tappe:

Prima dell’incontro in sala colloqui con i propri figli:
– percorso laboratoriale e di apprendimento di giochi e fiabe, alla presenza di personale competente e psicologi.
– creazione di un piccolo angolo dotato di materiali (libreria/ludoteca)

In seguito al primo (o ai primi) incontri con i figli mediati dall’uso di fiabe o giochi di società:
– Feed-back e accrescimento delle competenze.

Progetto sostenuto con i fondi otto per mille della Chiesa Valdese (Unione delle chiese metodiste e valdesi)

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