Tornano a crescere le vendite di armi, prima volta dal 2010

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di Andrea Tarquini

La Repubblica, 13 dicembre 2017

 

Secondo il Sipri di Stoccolma hanno totalizzato 374,8 miliardi di dollari, senza contare la Cina di cui si sa poco o nulla. Dominano gli americani. Leonardo, la ex Finmeccanica, si posiziona nona in graduatoria. La produzione, vendita ed esportazione di armamenti torna a essere un business globale in crescita per la prima volta dal 2010, e consolida le sue dimensioni gigantesche. Lo afferma il rapporto annuale dell’autorevole Sipri (Stockholm international peace rersearch institute) svedese. Al primo posto incontrastato tra i produttori di materiale militare sono i big americani, il primo tra i gruppi europei è la British Aerospace, più indietro ma sempre tra i primi dieci sono due gruppi europei multinazionali, cioè Airbus e Mbda, poi Leonardo al nono posto seguita dai francesi di Thales al decimo posto.

Secondo il rapporto del Sipri, nel 2016 (anno dei piú recenti dati completi disponibili) la vendita totale mondiale di armi ha raggiunto un fatturato e valore di 374,8 miliardi di dollari, con una crescita dell’1,9 per cento rispetto al 2015 e addirittura del 38 per cento a confronto dei dati del 2002, che riflettevano il trend al calo delle spese militari dopo la fine della guerra fredda tra mondo libero e fronte sovietico. Ma il valore totale reale delle vendite mondiali di armi, avverte il Sipri, potrebbe essere ancora maggiore. Mancano infatti, perché non forniti, i dati relative a produzione vendita ed esportazione della sempre piú forte industria militare della Repubblica popolare cinese.

Nella graduatoria mondiale, tra i top ten e nell’indice globale top 100 dei cento principali produttori, quelli americani dominano incontrastati. Da sola, l’industria degli armamenti degli Stati Uniti ha realizzato nel 2016 un fatturato di oltre 217 miliardi di dollari, pari a oltre il 57 per cento del totale. Al primo posto in assoluto, nel suo ambito, è Lockheed Martin, grazie all’assorbimento del gigante mondiale della produzione di elicotteri Sikorsky e grazie al crescente successo delle ordinazioni in aumento del super-cacciabombardiere multiruolo invisibile F-35. Seguono Boeing e Raytheon, come si vede anche dalla tabella (fonte Sipri) che pubblichiamo. Le vendite di armamenti americane sono aumentate, sempre nel 2016 rispetto al 2015, del 4 per cento.

La Russia di Putin vanta dieci aziende nell’indice top 100, e ha venduto armamenti per 26,6 miliardi di dollari, con una quota del 7,1 per cento del mercato mondiale e una crescita di vendite del 3,8 per cento. Nella valutazione dei dati russi va comunque tenuto conto che dato il basso costo del lavoro e le particolarità a volte quasi mimetiche dei dati statistici russi, il valore delle vendite non esprime necessariamente quantità di armamenti venduti a pari numero di quelli occidentali, se calcolati a parità di costo. Mosca offre i suoi migliori sistemi d’arma, come ad esempio i super-caccia cacciabombardieri e bombardieri Sukhoi 30, 33, 34 e 35, a prezzi ben inferiori dei superjet pariclasse prodotti dal mondo libero.

In calo sono invece le vendite di alcuni paesi come Australia, Israele, Polonia o Singapore. Crescono nuovi produttori, come Brasile e India. Ma come scrivevamo, il grande mistero avvolge valore fatturato e quantità di produzione vendita ed esportazione cinesi. L’industria militare cinese, per decisioni della leadership confermate dall’ultimo congresso del Partito comunista cinese, cresce veloce in dimensioni e qualità e livello tecnologico. Soprattutto con due big, Avic per l’aerospaziale e Norinco per i sistemi terrestri, poi con i cantieri navali che hanno fornito a Pechino una modernissima marina militare capace di operazioni oceaniche a lunga distanza. Solo per fare un esempio, la Repubblica popolare ha in servizio un caccia, lo J-10, almeno pari classe dello Eurofighter Typhoon anglo-tedesco-italiano o del Rafale francese, e anche in servizio o in avanzatissimo sviluppo due tipi di superjet multiruolo invisibili. Pechino produce anche enormi, moderni aerei da trasporto militare strategico e satelliti militari, ed è avanzatissima nelle cyberwar e in generale nell’elettronica e internet militare.

 

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