Il ministro Alfano affonda lo ius soli

“Non è il momento adatto”. Per il ministro Alfano approvare o meno la riforma della cittadinanza è legato unicamente a opportunistici calcoli elettorali, più chiaramente di così non poteva dirlo.  Ci sono le elezioni siciliane alle porte e fra qualche mese le politiche: rischiare di perdere voti a destra il partitino di Alfano non se lo può permettere e quindi chi se ne importa se sono quasi un milione i bambini e ragazzi di origine straniera che da anni aspettano questa legge per diventare italiani di diritto e non sentirsi più ospiti in quello che ormai è il loro Paese.

“Il momento adatto” però il Senato non l’ha mai trovato nei quasi due anni da che la legge è stata approvata dalla Camera. Né, in verità, le altre forze di maggioranza, a partire dal Pd,  hanno mai battuto i pugni sul tavolo per portare la legge alla discussione dell’Aula.

L’avevamo detto prima della pausa estiva che se si fosse superato il mese di luglio per calendarizzarla si sarebbe fatto un grandissimo favore a chi questa legge non la vuole. Ma noi continueremo a mettere il Parlamento e il Governo di fronte alle sue responsabilità.

Anche per questo saremo alla manifestazione del  21 ottobre, quando quella parte –  grande per fortuna –  di Paese che crede nell’uguaglianza dei diritti, si batte per lo ius soli, l’accoglienza e contro il razzismo sarà in piazza a Roma per dire che le politiche del governo e dell’Europa devono radicalmente cambiare. In gioco ormai c’è la sopravvivenza della nostra democrazia.

Roma, 27 settembre 2017

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