Da sessant’anni sempre aperti

di Francesca Chiavacci, presidente nazionale Arci

Venerdì 26 maggio celebreremo il sessantesimo compleanno della nostra associazione. Proprio il 25 e 26 maggio 1957 a Firenze si svolgeva la Convenzione dei sodalizi di base di Bologna, Firenze, Novara, Pisa e Torino. La Convenzione approvava lo statuto dell’Associazione Ricreativa Culturale Italiana.

In occasione del 60esimo compleanno abbiamo avuto un importante riconoscimento istituzionale del nostro ruolo. L’incontro di celebrazione si terrà infatti alla Camera dei Deputati. Saremo ospiti della Presidente Boldrini. È un fatto che ci rende orgogliosi. Una delle più alte istituzioni della Repubblica sancisce il valore della nostra esperienza: l’Arci è stata ed è ancora oggi un soggetto, un pezzo, una parte importante di società del Paese, del mondo delle organizzazioni sociali, dell’associazionismo democratico che nasce dall’autorganizzazione di tante cittadine e cittadini del nostro paese.

 

Sappiamo che le nostre radici sono ben più antiche e affondano nella secolare tradizione del mutualismo e del movimento operaio italiano da cui ebbero origine i sodalizi che nel secondo dopoguerra avrebbero dato vita all’Arci.

La nostra è una storia da leggersi all’interno del percorso di un  associazionismo che trova fondamento in quella cultura civile del nostro paese che ha contribuito, attraversando vicende storiche e generazioni diverse, alla formazione e al consolidamento delle caratteristiche della democrazia italiana. Nonostante in questi sessant’anni siano cambiate molte cose, anche per l’Arci, noi non abbiamo perso un tratto fondativo della nostra identità: Da sessant’anni sempre aperti. Essere sempre aperti è l’obiettivo principale per cui siamo nati: quello di offrire una, tante occasioni sul campo, per consentire alla democrazia di allargare le sue basi, di non rinchiudersi o peggio di ridursi. Quello di affrontare i conflitti, di viverli e di provare a offrire soluzioni concrete fondate su ideali che non hanno mai smesso di essere attuali.

Cultura, mutualismo, giustizia sociale, libertà, laicità, pace non sono mai state parole vacue, declamazioni di principio. Ma valori a cui ispirare concretamente la nostra azione. Punti di riferimento da declinare a seconda di quello che ogni fase storica richiedeva, a seconda di ciò che in quel momento c’era necessità di fare.

imagesOggi più che mai, in una società piena di rabbia e odio, di chiusure, e soprattutto tanta paura, pensiamo che ricostruire legami di comunità, risanare la qualità di relazioni sociali inquinate da sospetto e diffidenza, far crescere, attraverso la cultura, la consapevolezza e la libertà di pensiero, ridurre le diseguaglianze tra i cittadini sia un dovere. E noi lo facciamo, sicuramente con limiti e contraddizioni, ma lo facciamo; attraverso buone pratiche e non solo attraverso belle parole, in tutto il territorio italiano, in 4800 luoghi in cui quotidianamente si produce cambiamento, partecipazione, cittadinanza attiva.

Per tutto questo, penso che avviare i lavori del Consiglio nazionale convocato nei giorni del sessantesimo anniversario della fondazione dell’associazione nel massimo ruolo di rappresentanza dei cittadini e delle cittadine voglia dire farlo nel posto giusto perché tutte e tutti insieme si possano  fare gli auguri e i complimenti alla nostra associazione e al suo lavoro.

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