Giustizia: il Consiglio d’Europa condanna l’isolamento carcerario come pena accessoria

La pratica italiana di punire con l’isolamento i carcerati condannati a più di cinque anni di detenzione, come previsto dall’articolo 72 del codice penale, è inaccettabile. Ad asserirlo è il comitato per la prevenzione della tortura (Cpt), che nel rapporto annuale pubblicato oggi detta le regole che gli stati devono adottare quando infliggono l’isolamento ai carcerati.

Secondo il presidente dell’organismo di monitoraggio del Consiglio d’Europa, l’azero Letif Huseynov, gli unici paesi a ricorrere alla pratica dell’isolamento come parte della pena da scontare sono l’Italia e la Russia. “Ma il Cpt considera che l’isolamento non dovrebbe mai essere imposto come parte della pena”, si legge nel rapporto.
Secondo i dati raccolti dal Cpt l’isolamento è una pratica potenzialmente pericolosa che può avere effetti estremamente dannosi sulla salute mentale di coloro che vi sono sottoposti. Per questo, l’organismo chiede agli stati membri del Consiglio d’Europa di ridurre al minimo indispensabile il ricorso a questa pratica, anche come misura disciplinare o utilizzata per proteggere il singolo carcerato. Nel rapporto il Cpt delinea tutti i principi che gli Stati devono applicare affinché le loro pratiche inerenti l’isolamento rispettino gli standard stabiliti a livello europeo e non rischino di trasformarsi in maltrattamento.

www.linkontro.info, 11 novembre 2011

I commenti sono chiusi.