Tavola della Pace: “Tagliare le spese militari. Inutili e costose
PERUGIA – “Non è un discorso ideologico ma decisamente pragmatico. Non è un
problema di coscienza ma di utilità pubblica. E’ venuto il tempo di tagliare e rivedere
completamente la nostra spesa militare”. Ad affermarlo è Flavio Lotti, coordinatore nazionale
della Tavola della pace, che si chiede: “E’ giusto continuare a spendere in questo modo 24
miliardi di euro all’anno? Ce lo possiamo permettere? E’ questo il modo migliore per garantire
la nostra sicurezza? Oppure ce ne sono altri?”
Afferma Lotti: “La prima domanda che sorge spontanea è: possiamo permetterci di ignorare
ancora il problema? La risposta è no: non c’è un solo capitolo del bilancio dello stato che può
passare indenne da una seria revisione pubblica. Tanto più quando si continua a chiedere agli
italiani di stringere la cinghia e la discussione sui tagli assomiglia a una guerra balcanica.
Secondo. 24 miliardi sono una somma enorme e ogni tentativo di censurare o stroncare sul
nascere anche solo la discussione su questi soldi non è solo attentato non alla democrazia ma
un ostacolo insormontabile posto sulla via di uscita dalla crisi. Le spese militari devono dunque
essere messe sul tavolo della discussione alla pari di tutte le altre spese dello stato. Terzo: la
sicurezza è un bene pubblico che deve essere garantito dalle risorse del bilancio dello stato
alla pari della salute, dell’istruzione, della giustizia, ecc… Ma così come non c’è un solo modo
di garantire la salute, l’istruzione e la giustizia così non c’è un solo modo di garantire la
sicurezza dell’Italia e degli italiani. Anzi è la stessa concezione di sicurezza che oggi dimostra
tutta la sua profonda incapacità di rispondere ai bisogni reali della gente e del paese”.
Quarto punto. Per Lotti “niente è più inutile di una portaerei, un sommergibile o un
cacciabombardiere per proteggere i cittadini dalle mafie e dalla criminalità organizzata, dal
terrorismo e dalla malavita, dall’illegalità, dalla corruzione e dalla disoccupazione,
dall’inquinamento o dalla sofisticazione alimentare. Eppure continuiamo a comperare
costosissimi sistemi d’arma e lasciamo i poliziotti senza auto e benzina. Le nostre spese per la
sicurezza sono fortemente squilibrate a favore di un modello militare anacronistico,
insostenibile e inutilmente offensivo mentre i problemi della sicurezza oggi esigono una
pluralità di strumenti in prevalenza preventivi e non militari. Il minimo che bisogna fare è
riequilibrare in modo intelligente la spesa per la sicurezza ricordandoci che investire sulla
cooperazione, sulla diplomazia (anche popolare) e sull’intelligence è molto più efficace e
redditizio che continuare a costruire costosissime macchine da guerra e mantenere in vita un
mastodontico esercito di 180 mila uomini”.
Per Lotti “è dunque possibile tagliare le spese militari e aumentare la sicurezza degli italiani,
dell’Europa e del resto dell’umanità. E’ possibile aumentare la sicurezza tagliando le spese
militari e aumentando quelle civili”.
“Ci sono tagli che si possono fare subito e altri che debbono essere pianificati.
Ragionevolmente si può partire dalla cancellazione del programma di acquisto dei 131
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Manovra, la Tavola della Pace: “Tagliare le spese militari. Inutili e costose”
Fonte: Redattore Sociale
Mercoledì 31 Agosto 2011 15:13 -
cacciabombardieri F-35 (costo complessivo di 20 miliardi di euro) e dalla completa revisione di
tutti i 71 programmi di ammodernamento e riconfigurazione di sistemi d’arma che ipotecano la
nostra spesa militare fino al 2026”.
Non solo. “Da rivedere immediatamente sono anche le missioni militari nel mondo e in
particolare quella in corso in Afghanistan e in Libia. Smettere di fare la guerra ci aiuterà a
risanare il debito pubblico meglio di qualunque altro taglio alla scuola, agli enti locali o alle
pensioni”.
Continua Lotti: “Procedendo su questa strada dobbiamo ricordare che il mondo è sovrarmato e
sovraffamato. L’anno scorso la spesa militare mondiale ha raggiunto la cifra record di 1.630
miliardi di dollari. Intanto il numero di persone che soffre le pene della fame ha superato il
miliardo. Una persona su sei che vive sulla terra è in questa condizione disperata e altre due
vivono in condizioni di povertà. E pensare che con 44 miliardi di dollari si potrebbe sfamare il
mondo intero. Il paradosso è che questo accade nel mezzo di una gravissima crisi economica
mondiale mentre si riducono tutti i fondi per rispondere a tutte le emergenze e le crisi strutturali
globali, carestie, fame, miseria, cambio climatico, pandemie. E’ evidente che anche l’Italia deve
contribuire a cambiare strada”.
E conclude: “Contro la sola ipotesi di revisione della spesa militare si batte da tempo una
potente lobby trasversale politico-militare-industriale povera di idee e ricca di complicità
mediatiche. Per convincere i parlamentari a tagliare e rivedere seriamente le spese militari si
dovranno mobilitare molte, moltissime persone, in ogni città e in ogni collegio elettorale. Anche
per questo invitiamo tutti a marciare domenica 25 settembre da Perugia ad Assisi. Se
vogliamo che le cose cambino dobbiamo prendere la parola in tanti e alzare la voce insieme”.
© Copyright Redattore Sociale
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