I GIOVANI SONO UNA RISORSA DELLA CITTÀ

PUNTI DI VISTA
MOVIDA, I GIOVANI SONO UNA RISORSA DELLA CITTÀ
GABRIELE TADDEO

Nelle ultime settimane abbiamo visto tornare alla ribalta il “problema” della Movida nel centro storico di Genova. Stupisce come la città nel suo complesso si approcci al problema dei giovani: da una parte lamentando il fatto che ce ne sono pochi, quei pochi emigrano e la città invecchia; dall’altra occupandosene solo come portatori di disturbo e quindi soggetti da contenere con norme dedicate, divieti, prescrizioni. Non esistono spazipubblici per la cultura giovanile: nè per farla, nè per fruirla. Quei pochi che esistono sono privati: una manciata di locali e una manciata di circoli principalmente in centro storico (ma non solo). Stupisce che vengano consideratiunproblemae non una risorsa. Stupisce che l’unica attenzione riservataaipochi luoghi dove i giovani fanno o ascoltanomusica”dibase”edove spesso fruiscono anche di altre forme di cultura giovanile sia quella prescrittiva e repressiva. Crediamo di ben altro ci sarebbe bisogno. E lo crediamo consapevolidelfattocheesisteunlegittimodirittodegliabitantidelcentro storico (molto spesso giovani anch’essi, non va dimenticato) di riposare. Diritto che non deve essere contrapposto a quello, altrettanto legittimo, dei giovani a fare e fruire cultura e a divertirsi. Un divieto o una prescrizione non risolveranno alcun problema: ci vuole un ragionamento complessivo sui tempi e sui luoghi della città che consenta agli abitanti di riposare e ai giovani di divertirsi.Serveunaproposta,interessante, sulleoccasionieicontenuti del divertimento. Detto questo siamo stanchi di dover parlare solo di orari, di lattine e di vetri. Un anno fa firmammo un protocollo di intesa con l’amministrazione cittadina – assieme alle associazioni di categoria per affrontare le difficoltà legate alla movida.Negli incontri di verifica successivi, dopo numerosi controlli effettuati dagli organi preposti, cièsemprestataconfermatal’efficaciadelleazioniintraprese e un sensibile miglioramento della situazione. E allora perchè stralciare quel protocollo, rimettendo in discussione poche deroghe concesse a circoli che non hannomai creato problemi e che, tra l’altro non sono neanche nelle zone critiche evidenziate nello studio fonometrico effettuato dal Comune? Sarebbe ora di aprire un dibattitoverosullepolitichegiovanilie suquelleper il centro storico, entrambi problemi importanti e chemeriterebbero riflessioni più approfondite. Riflessione che chiediamo in primo luogo all’amministrazione ma immediatamente dopo alle organizzazioni giovanili, agli abitanti, alle categorie economiche, sapendo che non è cercando un capro espiatorio (i giovani chiassoni, icircoli….) che i problemi del centro storico si risolveranno.

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