Cena di Solidarieta’ con IL MANIFESTO

Lunedi 22 novembre 2010 ore 19.30

Gli Amici del MANIFESTO e il Forum per la Sinistra Europea di Genova organizzano una

Cena di Solidarieta’ con IL MANIFESTO (polenta con cinghiale oppure altri sughi vegetariani)
Sarà presente Gabriele Polo, direttore editoriale del giornale.
Costo: a partire da 20 euro.  Per prenotazioni tel. 3470129717 oppure 3405932767

urgon_abbonamenti_bisUna vita difficile

Negli ultimi giorni della sua agonia, il governo ha rifinanziato il fondo per l’editoria utilizzando quella che un tempo di chiamava Finanziaria, oggi «Legge di stabilità». Ora la palla passa alle aule di Camera e Senato che, salvo sorprese, sostituiranno il diritto («soggettivo») con una «mancia» che il «sovrano» ha deciso di concedere per far quadrare un po’ di conti alle testate in cooperativa, no-profit e «politiche». Per il manifesto significa che entro un anno dovrebbe arrivarci una cifra la cui entità (dai due ai tre milioni di euro?) sarà stabilita da un’apposita «ripartizione» decretata dagli esperti del governo.

Tutto a posto, dunque? Nemmeno per sogno. In primo luogo perché la cancellazione del diritto segna una sconfitta per tutti quelli che ritengono la libertà d’informazione un bene comune da garantire: un bene che non può dipendere dalla benevolenza del potere, né da ciò che rimane nei «fondi di cassa» di una legge di bilancio. E, poi, perché lo stanziamento deciso è una tantum, non copre il buco del 2010, riguarda il 2011, non assicura nulla per gli anni successivi. Tradotto in termini concreti, quella cifra (che ancora non conosciamo e che non sappiamo quando arriverà) non potrà essere messa a bilancio dell’anno in corso, né potrà essere anticipata dalle banche come invece è avvenuto fino al 2009.

Nulla (o quasi) è dunque a posto. Per questo le assemblee e le cene di sottoscrizione di questi giorni, la campagna abbonamenti straordinaria, rappresentano l’unica vera via d’uscita, politica e amministrativa che abbiamo: politica, perché ci aiutano a trovare la strada migliore (per il manifesto) e più utile (per la sinistra) per migliorare il giornale e ogni altro nostro lavoro; amministrativa, perché la corsa verso un bilancio plausibile può essere nutrita solo dal finanziamento dei nostri lettori, con le sottoscrizioni e gli abbonamenti.

Per tenere in vita il manifesto, portando il nostro contributo alle battaglie dei prossimi mesi. Ma anche per continuare a batterci per una legge sull’editoria che ripristini il «diritto soggettivo» in maniera pulita (eliminando tutti gli abusi che ne sono stati fatti da parte di finte cooperative ed editori imbroglioni) e garantisca – attraverso decine di testate che oggi rischiano la chiusura – l’ossigeno di informazione e idee a un paese che rischia l’asfissia.

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