Sollicciano è invivibile, il Magistrato mette sotto accusa l’amministrazione penitenziaria
Sollicciano scoppia, la magistratura si muove e l’amministrazione penitenziaria finisce sotto accusa. Il magistrato di sorveglianza Stefano Tocci ha accolto il reclamo presentato dai detenuti di Sollicciano sulla messa in mora dell’amministrazione penitenziaria del carcere fiorentino, “ritenendone fondati i motivi”: sovraffollamento -1.022 detenuti per una capienza regolare di 497 -, condizioni igienico-sanitarie precarie (come rilevato dal sopralluogo della Asl di Firenze del 21 aprile scorso), ridotta possibilità di attività trattamentali lavorative, scolastiche e sportive.
Gli estremi di violazione delle leggi e dei regolamenti penitenziari, secondo Tocci, ci sono tutti: “Le condizioni di detenzione – si legge nella disposizione – risultano in contrasto con la legge 354/75 e il dpr 230/2000″. Il magistrato fiorentino ha rilevato anche “l’insufficienza delle risorse finanziarie e del personale penitenziario”, educatori e psicologi in primis.
Il provvedimento ha raccolto il “vivo apprezzamento” del garante dei diritti dei detenuti di Sollicciano, Franco Corleone, che nel frattempo ha ripreso lo sciopero della fame per il raggiungimento di quelli che definisce “obbiettivi minimi”: un livello di presenze sotto quota mille; la garanzia dell’esame da parte del Senato del disegno di legge sulle “Disposizioni relative all’esecuzione presso il domicilio delle pene detentive non superiori ad un anno”, che interesserebbe circa 1.000 detenuti toscani; la costituzione dì un tavolo regionale per la riforma del carcere e per la valutazione della sanità negli istituti di pena. Corleone chiede anche che almeno un centinaio di detenuti tossicodipendenti possano uscire da Sollicciano per essere rimessi ad altre strutture sanitarie, il completamento del piano materassi, la nomina di un garante regionale per i detenuti e il ripristino della presenza integrale della scuola chiusa a settembre: “Come si fa a parlare di rieducazione nelle carceri se tolgono l’educazione, se i detenuti sono ammassati come sardine e passano 22 ore al giorno a non fare niente?”.
Al Comune, che il 28 agosto scorso con provvedimento dirigenziale aveva già intimato all’amministrazione penitenziaria di avviare i lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria dì Sollicciano, Corleone chiede infine “L’attivazione di una casa per il reinserimento dei semiliberi, peri detenuti in regime di art. 21 e per quelli in permesso premio”: misura che alleggerirebbe non poco il sovraffollamento di un carcere in cui gli stranieri (nordafricani, albanesi, romeni e polacchi) sono più della metà e il 60% dei detenuti è tossicodipendente o legato a reati connessi alla tossicodipendenza.
Massimo Mugnami
Il Nuovo Corriere di Firenze, 10/10/2010

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