GARANTE DETENUTI DEL LAZIO, DA QUASI 2 MESI DETENUTI R.COELI SENZA ACQUA CALDA

Da quasi due mesi – dai primi giorni dello scorso mese di luglio – gli oltre mille detenuti del carcere romano di Regina Coeli sono senza acqua calda. Lo rende noto il Garante dei diritti dei detenuti del Lazio, Angiolo Marroni, secondo cui, nonostante i solleciti e gli appelli lanciati gia’ nelle scorse settimane, non e’ ancora stata riparata la caldaia centralizzata che serve l’intera struttura. I disagi, hanno raccontato i detenuti al Garante, dovrebbero durare fino a quando l’impianto centralizzato non sara’ sostituito con singole caldaie piu’ piccole, in grado di servire ognuna le singole sezioni. ”La mancanza di acqua calda – ha detto il Garante, Angiolo Marroni – ci preoccupa non poco soprattutto perche’ ci era stato assicurato che l’inconveniente sarebbe stato sicuramente risolto prima dell’inverno. E invece, con i mesi invernali alle porte e i primi freddi all’arrivo, ancora non si sa quando potra’ essere ripristinato questo servizio essenziale per la vita all’interno del carcere”.

Anche lo scorso inverno i detenuti di Regina Coeli rimasero a lungo senza acqua calda e senza riscaldamenti causati da disguidi e lungaggini burocratiche nella gestione dell’appalto per il rifacimento dell’impianto di riscaldamento e delle tubazioni del carcere.

Realizzato nel 1654, Regina Coeli e’ forse il carcere piu’ antico d’Italia. Attualmente ospita oltre mille detenuti, molti dei quali in attesa di giudizio, su otto sezioni (spesso in 4 o 6 in ogni cella) e in un Centro clinico. I lavori di ristrutturazione che in questi ultimi anni hanno interessato molte delle sezioni non sono riusciti a risolvere i problemi che affliggono il carcere. ”Nonostante l’encomiabile impegno degli agenti e degli operatori e i milioni di euro spese nelle ristrutturazioni – ha detto il Garante dei detenuti Angiolo Marroni – il carcere di Regina Coeli non e’ piu’ in grado di garantire le condizioni minime di vivibilita’ soprattutto in un periodo caratterizzato da un sovraffollamento che non accenna ad attenuarsi. Spero che le Istituzioni, e in particolare il Commissario per l’emergenza carcerario Franco Ionta, prendano atto che gli ingenti fondi spesi ogni anno per cercare di far funzionare alla meno peggio Regina Coeli potrebbero essere usati per costruire un carcere piu’ moderno. E’ ora di pensionare Regina Coeli come carcere e di restituirlo al pieno godimento della citta”’.

Asca, 6/10/2010

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