Il “giallo” dell’abuso di farmaci, dietro la morte di di Ajoub Ghaz
Il referto del medico che venerdì pomeriggio ha constatato il decesso di Ajoub Ghaz parlerebbe chiaro: abuso di farmaci. Non ci sono dubbi. Ma possono questi medicinali aver portato il detenuto alla morte? E in che modo il nordafricano avrebbe potuto assumere quantità consistenti di farmaci all’interno del carcere di Montacuto? Domande a cui, al momento, è impossibile dare una risposta. Ma qualcosa di più sulla morte di Ghaz, si saprà sicuramente nelle prossime ore.
Il sostituto procuratore Paolo Gubinelli ha affidato l’incarico per eseguire l’autopsia sul corpo del tunisino che era rinchiuso a Montacuto per scontare una pena per droga e ricettazione. L’esame medico legale potrà dire se c’è una correlazione tra il decesso e l’eventuale assunzione di farmaci. È evidente che se venisse appurato che la quantità di farmaci è considerevole, potrebbe voler dire che non si è davanti a un caso di morte naturale, ma con ogni probabilità di suicidio. Una tesi che ovviamente gli inquirenti non scartano, ma che comunque, al momento, viene ritenuta improbabile. L’amministrazione penitenziaria sostiene che Ghaz non era solito prendere farmaci. Neanche i compagni di cella che hanno scoperto il corpo al rientro dall’ora d’aria, prendono medicinali.
Il Resto del Carlino
28/9/2010

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