Ancora mistero sulla morte in cella di Ajoub Ghaz, la direzione del carcere indaga

Ufficialmente l’amministrazione penitenziaria non prende posizione su questa morte misteriosa di cui il Carlino ha dato notizia nell’edizione di ieri. Ma da fonti interne al carcere di Montacuto sembra che il maghrebino, che doveva scontare una pena per spaccio di droga e ricettazione, non avesse preso nelle ultime ore alcun farmaco. Il giovane sarebbe stato solito alzarsi sempre verso mezzogiorno.
Sabato i suoi compagni di cella sono usciti più o meno a quell’ora per andare in cortile. Lo hanno lasciato in cella a dormire. Quando sono rientrati, verso le 14.30 circa, i detenuti che dividevano la cella con Ghaz si sarebbero accorti che l’uomo era ancora nella stessa posizione di prima, pancia sotto e viso schiacciato sul cuscino. Si sono insospettiti e hanno scosso il corpo, come a voler ricevere una reazione da parte del nordafricano. Ma si sono ben presto dovuti rendere conto che il corpo era rigido. Ghaz era morto già da un po’, probabilmente il decesso risale al primo mattino o alla nottata precedente. Sarà l’autopsia, già disposta dalla Procura di Ancona e che verrà eseguita questa mattina all’ospedale di Torrette, a determinare l’ora del decesso e soprattutto a svelare le cause.
Il sanitario della medicina legale dell’ospedale di Torrette che ha effettuato una prima ispezione cadaverica, avrebbe constatato l’assunzione di farmaci da parte di Ghaz. Ora sarà chiaramente l’esame autoptico a stabilire a quando risale l’assunzione di medicinali e soprattutto se c’è una correlazione tra i farmaci e il decesso.
L’amministrazione penitenziaria ha aperto un’inchiesta interna, come è prassi in casi simili. I compagni di cella di Ghaz sono stati già ascoltati e avrebbero confermato che il tunisino, a quanto risultava loro, non aveva assunto un mix di farmaci. Una cosa molto strana, visto che i primi accertamenti medici avevano fatto chiaramente intendere che l’uomo non era morto per cause naturali.
Resta da chiedersi, allora, come sia possibile che i farmaci siano arrivati così facilmente in cella visto che i detenuti possono assumere i medicinali solo alla presenza di personale medico e infermieristico e per reali esigenze di salute. “Con la morte di Ajoub Ghaz nel carcere di Ancona salgono a 50 i detenuti che si sono tolti la vita nelle carceri italiane da inizio 2010 – comunica in una nota l’Osservatorio permanente sulle morti in carcere. In nemmeno nove mesi è stato così eguagliato il numero di suicidi avvenuti nell’intero anno 2006 e superato quelli degli anni 2007 (45 casi) e 2008 (46 casi). Il 2009 è stato l’anno del tragico ‘record’, con 69 suicidi (72 secondo alcune fonti), che quest’anno potrebbe essere superato”.

Il Resto del Carlino

27/9/2010

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