Firenze: sindaco di Montelupo contro ministero della Giustizia, chiede chiusura dell’Opg

Nel marzo del 2009 gli ispettori della Asl varcarono per la prima volta la soglia dell’ospedale psichiatrico giudiziario di Montelupo Fiorentino. Ne uscirono con una dettagliata relazione in cui erano evidenziate tutte le criticità della struttura che, all’epoca, ospitava 196 internati. Una situazione di sovraffollamento inaccettabile. Aggravata dal fatto che le celle erano fatiscenti e in precarie condizioni igieniche. Il documento, come prevede la legge, finì sul tavolo del sindaco del paese. Rossana Mori, del Pd, si prese due giorni di tempo. Poi, come massima autorità in fatto di salute pubblica sul territorio, emanò un’ordinanza nei confronti del ministro Alfano.
“Chiedevo - spiega Rossana Mori - l’immediata chiusura di alcune celle che venivano in parte utilizzate, in caso di necessità, per l’isolamento, ma anche il ripristino di un numero accettabile di internati e lavori di ristrutturazione e di pulizia di alcune parti dell’edificio”. La risposta del Ministero non si fece attendere: l’ordinanza del sindaco fu impugnata davanti al Tar. E il Tribunale concesse la sospensiva.
“Non me lo sarei mai aspettato - spiega il primo cittadino - anche perché il mio unico scopo era quello di agire nell’interesse della comunità. Mentre nel ricorso del Ministero si sosteneva, tra le righe, che la situazione all’interno dell’opg non era di mia competenza. Ma credo che il primo cittadino di un comune non possa permettere che vi siano zone franche sottratte alla propria giurisdizione, soprattutto quando sono in gioco elementi fondamentali come la libertà, la salute e la dignità della persona. Da allora non abbiamo saputo più niente”. Rossana Mori non ha comunque mai abbandonato la speranza.
“La battaglia per l’opg è sempre stata un punto di forza di tutte le amministrazioni che si sono succedute negli anni. Il primo atto ufficiale dell’impegno del Comune per la struttura risale al 2004, quando venne istituito un laboratorio, La casa del drago, che attivò un dialogo anche con le associazioni che si occupavano degli internati. Poi, due anni dopo, organizzammo un convegno all’interno dell’ospedale in cui fu lanciata la proposta di regionalizzazione di tutti gli opg d’Italia. Proposta che fu raccolta da un decreto del primo aprile 2008. Fu l’ultimo atto del governo Prodi e rappresentò un grande passo in avanti, in parte annullato dal successivo governo Berlusconi. Da allora, però, le Asl cominciarono a lavorare per prendere in carico i propri internati. E così fu possibile effettuare quell’ispezione che portò all’emissione dell’ordinanza, unica in Italia. Se ogni regione si facesse carico dei propri internati, per noi di Montelupo sarebbe finalmente possibile ridurre sensibilmente il numero degli ospiti: dai 170 attuali a circa 50-60″.
Quello del sovraffollamento resta uno dei problemi più impellenti. Il dato è emerso anche nel corso dell’ispezione a sorpresa che il senatore Ignazio Marino, in qualità di presidente della commissione di inchiesta sull’efficacia del servizio sanitario, ha effettuato lo scorso luglio, all’interno della struttura alle porte di Firenze, così come negli altri Opg italiani, alla presenza degli specialisti del Nas. I punti dolenti evidenziati a suo tempo dalla Asl sono rimasti tali. “Due padiglioni - si legge nella relazione - si presentano con evidenti carenze strutturali. Si notano estese macchie di umidità ai soffitti e alle pareti, intonaci scrostati e carenti, celle anguste e i servizi igienici di alcun celle sono risultati sporchi, con urine sul pavimento e cattivo odore. In una cella, nel reparto Pesa, ci sono sei internati”. “Nella sezione maschile - denuncia il senatore Marino - c’è l’unico transessuale internato in Italia. La sua cella è quasi sempre chiusa”. “Credo che questo coraggioso e meritorio sopralluogo - conclude il sindaco, che ha scritto al senatore per raccontare la storia della sua battaglia - rappresenti un’ulteriore presa di coscienza del problema”.

Maria Vittoria Giannotti

L’Unità, 9/8/2010

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