Nel carcere di Marassi detenuto dà fuoco alla cella, ferito un poliziotto

“Ieri intorno alle 19.00 a Marassi, un detenuto ha dato fuoco alla cella ove era ristretto nel nuovo Reparto del Centro Clinico Regionale. Il tempestivo intervento della Polizia Penitenziaria ha scongiurato il peggio”.
A dichiararlo il Segretario Regionale Uil Penitenziari Liguria, Fabio Pagani, che non usa perifrasi per illustrare la situazione: “L’istituto già ribolle per le alte temperature ed il caldo infernale. Le condizioni di detenzione, oggettivamente affliggenti, non fanno altro che alimentare nervosismi e tensioni tali da farlo diventare un altoforno. Il detenuto magrebino, che è in cura presso il nuovo reparto, per motivi ancora da chiarire ha appiccato il fuoco alle lenzuola e le fiamme hanno presto invaso l’intera cella unitamente ad un fumo denso che ha reso l’aria irrespirabile.
Gli agenti di sorveglianza sono prontamente intervenuti e a fatica hanno portato fuori pericolo il detenuto che non intendeva lasciare la cella in fiamme. Nel tentativo di salvataggio un poliziotto penitenziario ha riportato una forte contusione ad un braccio colpito dalla branda che il detenuto gli ha scagliato contro”. La Uil Penitenziari non manca di sottolineare per l’ennesima volta il grave sovraffollamento non rinunciando a stuzzicare l’Amministrazione Penitenziari circa la gestione del personale: “Alle 24.00 di ieri erano presenti 765 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 450.
Di contro il contingente di polizia penitenziaria è pari a circa 160 unità. Proprio queste gravi carenze - sottolinea il Segretario Regionale - ci impediscono di prevenire le violenze. Basti pensare che dalle 20.00 alle 6.00 non sono più di una ventina gli agenti in servizio in tutta la struttura. Inoltre, l’apertura del nuovo centro clinico è stata effettuata senza alcuna implementazione degli organici.
Ne consegue che il personale in servizio deve sobbarcarsi di turni massacranti e carichi di lavoro insostenibili. Troppo facile recuperare posti detentivi sulle spalle degli incolpevoli poliziotti. Eppure basterebbe far rientrare i tanti distaccati per riportare le difficoltà a livelli fisiologici e sostenibili. Benché in molti si spendano, anche sul fronte sindacale, a minimizzare noi ribadiamo che la situazione di Marassi è da paura. Pare utile ricordare che con quello di ieri sale ad otto il numero di agenti feriti in questo 2010. Nemmeno fossimo ad un campo di battaglia”.

Ansa, 2/8/2010

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