“Per Marassi sono i giorni più difficili”

Il direttore Mazzeo: “abbiamo il doppio dei detenuti tollerati. E ogni mese va peggio ai miei uomini dico: siamo come al circo, e ci tocca fare un po´ di tutto, i trapezisti, i clown e i venditori di zucchero filato”.

Un periodo così difficile non se lo ricorda, dice.
«A Marassi i detenuti sono ottocento, il doppio di quelli tollerati. E il numero continua ad aumentare: in Italia ogni mese ci sono mille reclusi in più».
Detenuti, guardie e avvocati sono d´accordo. Così si fa solo il male di tutti, presente e futuro. Ci si imbarbarisce. E il punto di non ritorno è vicino.
«Bisogna intervenire presto. E mi auguro che le annunciate misure governative saranno realizzate. Sono previsti interventi di edilizia penitenziaria: nuovi bracci detentivi, e nei prossimi anni la costruzione di altri istituti».
Anche a Genova o in Liguria?
«No. Però se aumentano le celle altrove, potremo almeno svuotare un po´ le nostre».
Un po´ poco.
«Sarà introdotta la detenzione domiciliare per chi deve passare ancora in carcere meno di un anno. A Marassi ci stiamo attrezzando con una sezione speciale».
Resta un inferno.
«Da settembre faremo partire i lavori perché ogni cella della sezione ‘giudicabili´ (quelli in attesa di giudizio) abbia la sua doccia. Riguarderà 250 persone, in tre mesi dovrebbe essere tutto finito. Oggi in effetti le docce sono altrove e spesso trasferire i reclusi diventa un problema per questioni di organizzazione e numero di agenti».
Il detenuto va trattato con umanità e rieducato: questo dice la Costituzione.
«Il dipartimento con una circolare ha invitato a ‘diminuire´ in tempo che i reclusi trascorrono in cella: stiamo lavorando per aumentare le occasioni di colloqui esterni».
Sembrano tanti piccoli rattoppi.
«Noi stiamo davvero facendo del nostro meglio, qui a Marassi: abbiamo iniziato il laboratorio di falegnameria, il panificio va a gonfie vele, presto partirà il ‘mercato del pesce´, dove il pescato sarà pulito e confezionato per la vendita. Il 30 settembre ci sarà un´altra rappresentazione teatrale. Ma..»
Ma?
«Ma l´istituto resta sovraffollato, ci sono celle con 9 detenuti. L´estate è calda, cerchiamo di tenere i ‘blindi´ aperti fino all´una di notte per fare circolare un po´ d´aria».
La polizia penitenziaria fa i salti mortali, le guardie a Marassi sono 303 e dovrebbero essere 472.
«Siamo come al circo, dico ai miei, solo che ci tocca fare tutto contemporaneamente: i trapezisti, i clown e i venditori di zucchero filato».
Tossicodipendenti, sieropositivi. Decine di tentativi di suicidio.
«Ho appena chiesto alla Asl di aumentare l´attenzione sui soggetti psichicamente fragili. Il semplice controllo della polizia non limita i rischi. Servono più psichiatri».
Invece aumentano solo i detenuti.
«Dovremmo garantire processi più rapidi. La metà dei detenuti attende il giudizio, mentre la custodia cautelare in carcere dovrebbe essere l´eccezione. Meno reclusi, ed un miglior uso delle misure alternative: dobbiamo dare delle possibilità concrete a queste persone di reinserirsi nella società».

Massimo Calandri

La Repubblica, 22/7/2010

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