Eritrei detenuti in Libia, Gheddafi ora ordina un’inchiesta

Il leader libico, Muhammar Gheddafi. ha ordinato venerdì sera a Tripoli, un’ inchiesta sulla situazione degli emigrati eritrei che si trovano in Libia, secondo quanto riporta l’agenzia di stampa libica, Jana. La stessa fonte indica anche che il colonnello Gheddafi ha sottolineato la necessità di aprire un’inchiesta relativa a ciò che è stato riportato, durante i due giorni precedenti, dai vari mezzi di informazione, sulla situazione degli eritrei residenti nei centri di detenzione in Libia.
In un recente comunicato del ministero degli Esteri libico, anch’esso apparso sulla Jana, la Libia ha smentito con vigore le informazioni riportate dalla stampa straniera sul trattamento degli emigrati eritrei rinchiusi nei centri di detenzione.
Questi eritrei, riporta il comunicato degli Esteri libico, sono 400 e soggiornano nei campi di detenzione per un periodo che va dai 6 mesi ai 2 anni durante i quali sono trattati, sempre secondo la nota, “in un’ottica umanitaria, come ospiti in attesa di ritornare nel loro Paese d’origine”.
La Libia aveva nei giorni scorsi negato che gli eritrei fossero stati torturati e aveva anzi ribadito che nei “centri di accoglienza” libici tutti gli immigrati “sono trattati umanamente e considerati come ospiti”. Nonostante le forti pressioni migratorie cui è sottoposta la Libia, le autorità avrebbero “aperto questi centri alle organizzazioni umanitarie” per mostrare “il trattamento umano” che viene riservato agli immigrati, “il che smentisce le falsità pubblicate su alcuni mezzi d’informazione che mirano a danneggiare il nome della Grande Giamahiria”.
Per quanto riguarda in particolare la vicenda degli eritrei, Tripoli, “nel rispetto della dignità umana”, “Ita preso alcune decisioni per l’inserimento degli immigrati, offrendo loro una vita dignitosa e un lavoro secondo le loro competenze”.

Il messaggero, 13/7/2010

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