Detenuto ritrovato morto a Bologna… per cause naturali, secondo i primi accertamenti
Un italiano di poco più di 30 anni, tossicodipendente, detenuto nel carcere di Bologna, è stato trovato morto questa mattina verso le 6,30. Ne dà notizia Giovanni Battista Durante, segretario generale aggiunto del Sappe. Stando ai primi accertamenti, il giovane sarebbe morto per cause naturali, ma è stato comunque trasferito all’Istituto di Medicina legale dove verrà eseguita l’autopsia. L’uomo, condannato in via definitiva, era rinchiuso nel reparto giudiziario e non nel penale, a causa del sovraffollamento di quest’ultimo.
“Non possiamo comunque non evidenziare – commenta Durante – che all’interno del carcere bolognese ci sono circa 1.150 detenuti, a fronte di una capienza di circa 500 posti. Di questi, circa 300 sono tossicodipendenti, la maggior parte dei quali, probabilmente, potrebbero scontare la pena all’esterno, in strutture di recupero, ma continuano a rimanere in carcere, contribuendo ad alimentare il sovraffollamento. La nostra legislazione, pur essendo all’avanguardia, incontra grosse difficoltà applicative. La legge sulla droga, infatti, prevede la sospensione della pena e l’affidamento terapeutico per i soggetti condannati fino a sei anni di reclusione (quattro per coloro che si sono resi responsabili di reati più gravi), i quali abbiano superato positivamente un programma di recupero, ovvero che ad esso intendano sottoporsi. Nelle carceri italiane la percentuale dei tossicodipendenti è di circa il 25 per cento”.
La salma del detenuto, il cui decesso sarebbe avvenuto verso le 6.30 per arresto cardiaco, è stata trasferita all’Istituto di medicina legale, dove sarà eseguita l’autopsia. Lo ha fatto sapere Durante, aggiungendo che il detenuto era nato a Bologna ed era in carcere da settembre 2009. “Era stato condannato in via definitiva – ha precisato il segretario generale aggiunto del Sappe – e si trovava ancora al reparto giudiziario perché al penale non ci sono posti a causa del sovraffollamento. Infatti nel reparto penale, dove ci sono appunto i reclusi condannati con sentenza passata in giudicato, nell’ultimo periodo i detenuti sono passati da uno a due in ogni cella”.
Andrea Defranceschi (Movimento 5 Stelle): Asl relazioni
“A pochi giorni dalla nostra visita alla casa circondariale Dozza di Bologna, un altro detenuto ha perso la vita nel carcere più sovraffollato d’Italia”. È il Capogruppo in Regione del Movimento 5 Stelle Emilia-Romagna, Andrea Defranceschi, a lanciare l’ennesimo grido d’allarme sulle condizioni di salute degli ospiti forzati di via del Gomito. In occasione dell’ingresso in carcere, giovedì scorso, “esprimemmo forti perplessità sulla gestione della sanità in carcere, dopo l’effettivo passaggio di consegne della salute penitenziaria al Servizio sanitario nazionale”, ricorda Defranceschi.
Ora, dice ancora il consigliere “il drammatico decesso nella sezione dei detenuti in attesa di giudizio pone una volta di più all’attenzione dell’amministrazione di viale Aldo Moro, competente per la situazione sanitaria delle carceri, la questione del sovraffollamento”.
Il detenuto morto, tossicodipendente, “avrebbe infatti potuto godere dell’affidamento in comunità – sottolinea Defranceschi – Passaggio che non avviene, per gli oltre 300 detenuti in questa condizione, per mancanza di fondi”. Per questo, il Capogruppo in Regione del Movimento 5 Stelle chiede a viale Aldo Moro che “venga fissata un’audizione urgente con l’Ausl in Commissione Politiche per la salute, per conoscere la situazione sanitaria delle carceri di Bologna e di tutta l’Emilia-Romagna”.
Ansa, 5/7/2010

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