Sicilia: l’estate calda nelle carceri, detenuti stipati nelle celle, reparti di polizia all’osso

Detenuti stipati a decine nelle celle, reparti di polizia penitenziaria all’osso, il record di suicidi dall’inizio dell’anno. È la drammatica fotografia delle carceri in Sicilia che, con i suoi 8.318 detenuti, è la seconda regione d’Italia per sovraffollamento dopo la Lombardia. Oggi il provveditore alle carceri dell’Isola, Orazio Faramo, incontrerà a Roma il capo del dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, Franco Ionta.
“Mi lamenterò – spiega – di questa situazione. I vuoti di organico dovrebbero essere riempiti dai concorsi. L’ultima sentenza della Corte europea ha un po’ migliorato la situazione, dal momento che per ogni detenuto sono previsti tre metri quadrati di spazio. Cerchiamo di privilegiare le attività volte alla socialità”. I dati ufficiali forniti dal provveditorato alle carceri siciliane parlano chiaro. Rispetto all’anno scorso nelle celle ci sono 800 detenuti in più, mentre i poliziotti penitenziari in servizio sono diminuiti di un centinaio.
Su un campione di otto penitenziari siciliani, la situazione più drammatica è quella del carcere Piazza Lanza di Catania: qui, a fronte di una capienza di 457 detenuti, nelle celle si trovano 654 reclusi. Rispetto alla capienza prevista di 1.100 posti, anche i detenuti del Pagliarelli di Palermo non godono di spazi maggiori. Sono 1.353, infatti, i carcerati rinchiusi nelle celle. La storia non è diversa all’Ucciardone, dove i detenuti sono 706, mentre il penitenziario ne potrebbe ospitare 560.
La musica non cambia quando si arriva al capitolo che riguarda i dati relativi alla polizia penitenziaria: nelle otto carceri prese a campione le carenze di organico vanno da 50 a 90 uomini. I dati ufficiali stridono con i numeri forniti dai sindacati e dal Garante per i detenuti della Sicilia, Salvo Fleres. “Quello della capienza massima di un carcere – dice Fleres, senatore del Pdl – è un concetto vago, bisogna guardare alla capienza effettiva dei penitenziari. Per non parlare dei numeri che riguardano la polizia penitenziaria: almeno il dieci per cento delle forze disponibili ogni giorno sono impegnate in traduzioni, scorte e altri incarichi”.
Anche secondo i dati diffusi dal sindacato Uilpa penitenziari, dei 1.100 posti sulla carta a Pagliarelli, quelli effettivi sono 800. E sui 708 poliziotti in servizio ogni giorno nello stesso penitenziario, ce ne sono in campo 500. Ma c’è dell’altro. “Perché della mancanza di educatori psicologici non parla nessuno? – incalza Fleres – Sono ventiquattro le interrogazioni parlamentari che ho inoltrato al ministro della Giustizia e tutte sono in attesa di risposta”. Intanto, crescono i disagi dei detenuti che hanno avviato diverse proteste: da quella a oltranza, che inizierà oggi all’Ucciardone a quella di Piazza Lanza a Catania. I detenuti dell’Ucciardone non acquisteranno più prodotti dal “modello 72″, la lista di alimenti forniti nelle celle.
“I prezzi – hanno fatto sapere i detenuti in una lettera a Repubblica – sono troppo cari”. Alle proteste pacifiche, purtroppo, si aggiungono i numerosi suicidi. L’anno scorso erano stati una sessantina. I 32 di quest’anno, in meno di sei mesi, arrivano come un grido d’aiuto. L’ultimo caso, due giorni fa, nel carcere di Giarre. Qui “la capienza massima è di 71 detenuti – dice Gioacchino Veneziano, segretario regionale della Uilpa – mentre sono presenti 111 carcerati”.

La Repubblica, 2/7/2010

I commenti sono chiusi.