Sciopero generale: Arci Genova c’era

CONTRO L'AGGRESSIONE DELLA FIAT AL CONTRATTO NAZIONALE, ALLO STATUTO DEI LAVORATORI E ALLA COSTITUZIONE

Arci Genova condivide le ragioni dello sciopero e sarà in piazza con gli altri lavoratori. Per questo la partecipazione di soci e simpatizzanti della nostra associazione è stata significativa.  Leggi il volantino dello sciopero. Guarda le foto di Sandra Bettio, anche su http://picasaweb.google.it/sandraester/ScioperoCGILGenova#

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IL GOVERNO HA VARATO UNA MANOVRA INGIUSTA, INIQUA E CON SCELTE CHE DEPRIMONO ANCORA DI PIÙ L’ECONOMIA.

LA CGIL RITIENE CHE LE PRIORITÀ E GLI OBIETTIVI DI UN INTERVENTO ECONOMICO, IN PARTICOLARE, DEBBANO ESSERE:
• avviare lo riforma fiscale, abbassando la tassazione sui redditi da lavoro dipendente e sulle pensioni, e
sostenere lo lotta all’evasione fiscale
• tassare rendite e grandi patrimoni
• definire una nuova politica industriale, del terziario e dei servizi
• varare un “Piano per il Lavoro” a favore, in particolare, dei giovani e delle donne incentivando le assunzioni
a tempo indeterminato e cancellando le tante precarietà presenti nei settori pubblici e privati
• intervenire sugli sprechi e riformare il settore della conoscenza, in particolare è urgente avviare un piano
formativo che investa nella scuola e nell’università
• rendere flessibile il patto di stabilità per i Comuni virtuosi per avviare i cantieri, in particolare quelli sulle
piccole opere
NO ALLA MANOVRA DEL GOVERNO
Da tempo sarebbe stato necessario favorire lo crescita, varare un “Piano per il Lavoro”, chiedere a tutti di
contribuire a partire dai redditi più alti, grandi patrimoni ed imprese.
Il governo ha scelto di colpire solo i lavoratori e le lavoratrici, pubblici e privati, i precari, le pensionate ed i
pensionati. Infatti, con la manovra:
• blocca i contratti pubblici, anche quelli già rinnovati, e gli scatti di anzianità nella scuola
• taglia i trasferimenti alle Regioni ed ai Comuni: meno risorse per lo sviluppo, meno prestazioni e servizi
sociali, più costi per anziani, pensionati e fasce deboli
• ferma per un anno la pensione per tutti i lavoratori e le lavoratrici e riduce la salvaguardia per coloro che
sono in mobilità
• chiude il 40% degli Enti di ricerca
• congela il turnover e licenzia la metà dei precari in tutta la Pubblica Amministrazione, blocca la contrattazione
di II livello e decide nel 2012 il pensionamento a 65 anni delle lavoratrici pubbliche.
La CGIL ribadisce il suo fermo NO al “Collegato lavoro” che attacco i diritti di quanti lavorano e che non
accoglie neanche le osservazioni del Presidente della Repubblica.

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