Detenuti di Poggiorale, in nove in una cella, fanno i turni anche per stare in piedi

Nel reparto Salerno, al carcere di Poggioreale, oggi la conta dei detenuti si è fermata a 423. Sono 68 le celle, in alcune delle quali ci vivono in nove. Tanto che Enzo si affaccia dalle grate e racconta: “Qui dobbiamo fare i turni per stare in piedi”. Oggi, nell’istituto penitenziario tra i più grandi d’Europa – 2.666 detenuti – si è recato in visita il consigliere regionale, Corrado Gabriele, e la garante dei detenuti Adriana Tocco. Hanno visitato due reparti, il Firenze e il Salerno, hanno parlato con il direttore, Cosimo Giordano. Soprattutto hanno incontrato alcuni detenuti.
Il problema del sovraffollamento c’è e come. Nella cella è quasi tutto incastrato: ci sono i letti a castello, c’è qualche armadietto e sopra le conserve accatastate. E poi una piccola porta, un piccolo lavabo e lì, proprio lì, dentro quella sorta di cucina, dietro una tendina c’è il water. Niente docce, non in quel reparto. A Poggioreale, anche in estate la doccia si fa due volte alla settimana. Ma, intanto, fa caldo. “Di notte qui non si respira – racconta Enzo – Siamo nove in una cella, c’è una sola finestra e quando alle 21.30 chiudono la porta blindata qui si soffoca”. In nove in una cella, appunto: “Con un solo bagno e con uno scarico che spesso non funziona. Tutti in piedi non ci possiamo stare, stiamo stretti. Qui si fanno i turni anche per stare alzati”.

Gabriele: a Poggioreale siamo a limite diritti umani

“Una condizione al limite dei diritti umani”. È così che il consigliere regionale, Corrado Gabriele, descrive la sua visita, oggi, insieme al garante dei detenuti, Adriana Tocco, all’Istituto penitenziario di Poggioreale, a Napoli.
“Condizioni disumane in particolar modo in alcuni padiglioni, nonostante la buona volontà e l’abnegazione delle guardie penitenziarie e di tutti i lavoratori del carcere e la grande esperienza del direttore Cosimo Giordano – riferisce Gabriele. La carenza di fondi per i servizi e per la manutenzione delle strutture e soprattutto il sovraffollamento, mettono a rischio la salute degli oltre 2.600 detenuti e rendono evidente la violazione dell’art. 27 della Costituzione in merito ai trattamenti contrari al senso di umanità e tendenti alla rieducazione del condannato”.
“Nove e più detenuti in una sola cella con un piccolissimo spazio vitale e un bagno a volte non funzionante – sottolinea. Solo 2 ore negli spazi aperti per il passeggio, le altre 22 ore sono trascorse dai detenuti in una cella di 18 metri quadrati, poco più di due metri per persona, alcuni detenuti hanno gravi malattie altri sono in attesa di ricovero da molti mesi”.
Gabriele, che nei prossimi mesi andrà anche nelle altre strutture carcerarie, in particolare è rimasto colpito dalla storia di Giuseppe, “un giovane che da sette mesi attende il ricovero all’ospedale Cardarelli per una semplice stenosi uretrale, costretto nei pochi metri quadrati con un catetere da quasi 200 giorni”. Da qui, il suo impegno: “Chiederò al presidente Caldoro di confermare tutte le azioni e delibere fatte in questi ultimi anni a favore dei detenuti e della struttura carceraria”.

Ansa
15/6/2010

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