La sottosegretaria Casellati ai detenuti: non suicidatevi, fate più sesso!

Per la sottosegretaria  Casellati i suicidi nelle carceri non sono da mettere in relazione al sovraffollamento: più sesso, questa la sua ricetta. Potrebbe avere anche ragione. Non so se la vita sessuale della Casellati sia soddisfacente, sicuramente le farebbe bene un po’ di carcere, certo non da detenuta ma da sottosegreteria che non si accontenta di quello che le mostrano. (a.s.)

Dall’inizio dell’anno 25 detenuti si sono tolti la vita impiccandosi e 4 con il gas della bomboletta da camping, mentre per altri 3 le intenzioni suicide sono dubbie. Dal 17/02/02 ad oggi, 15/06/10 sono 729 i detenuti morti: suicidi e malattia le cause principali, ma anche overdose, omicidi e molti casi da accertare.

casellati_carcere_padovaAntonio Gaetano Di Marco, 43 anni, detenuto del carcere catanese di Bicocca si è suicidato respirando il gas della bomboletta che alimentava un fornelletto da campeggio nella sua cella.

Luigi Coluccello, 55enne salentino, si è impiccato sabato 12 giugno nel Reparto Infermeria del carcere di Lecce. Gli mancavano tre anni per terminare la pena. Quasi contemporaneamente nel carcere milanese di Opera si è ucciso Francisco Caneo, 48 anni, originario delle Filippine e condannato all’ergastolo. Due detenuti suicidi in un solo giorno.

L’ ultimo precedente risale allo scorso 23 febbraio, quando nella Casa di Reclusione di Padova si uccise il 28enne Walid Aloui e nel carcere di Fermo si impiccò Vincenzo Balsamo, che aveva 40 anni.

Per il carcere di Lecce si tratta del secondo suicidio del 2010 (il 28 maggio scorso si è ucciso un detenuto straniero di 30 anni): dal 2004 ad oggi vi sono morti 17 detenuti, di cui 13 per suicidio.

Nella Casa di Reclusione di Opera l’ultimo suicidio fu quello di Jonny Montenegrini, 32 anni, avvenuto l’11 settembre 2008. Un caso molto dubbio: l’uomo era paraplegico e per impiccarsi si sarebbe “issato” alle sbarre sollevandosi di peso dalla sedia a rotelle su cui era costretto. Negli ultimi 6 anni nel carcere di Opera sono morti 8 detenuti, di cui 5 per suicidio.

Da inizio anno sono trascorsi 163 giorni e nelle carceri italiane i morti sono stati 89: 25 si sono impiccati, 6 sono deceduti dopo aver inalato del gas, 38 a causa di malattie e 20 per motivi “da accertare” (sui loro casi sono state avviate inchieste da parte della magistratura).

Dall’1 gennaio 2000 ad oggi nelle carceri italiane sono morti 1.687 detenuti: 585 per suicidio, 7 uccisi da altri carcerati, 84 stroncati da overdose di sostanze stupefacenti. Le restanti 1.011 morti in cella sono da attribuire quasi tutte a “malori improvvisi”, oppure a malattie non diagnosticate, o sottovalutate, o curate in maniera inadeguata. L’Ordinamento penitenziario (legge 354/75) prevede che un detenuto in condizioni di salute critiche sia ricoverato in ospedale, per essere curato e, quando non c’è cura possibile, per consentirgli di morire da persona libera… ma, evidentemente, in almeno 100 casi l’anno questo non viene fatto.

Infine, in alcune decine di casi la causa della morte rimane ancora “da accertare” e i procedimenti giudiziari a volte si trascinano per anni senza riuscire a dare una risposta definitiva e convincente, almeno per i famigliari dei detenuti morti. Tra le vicende più controverse ricordiamo quelle di Marcello Lonzi, di Luigi Acquaviva, di Aldo Bianzino e di Stefano Cucchi.

Ogni anno più di 150 detenuti muoiono in cella, di questi 50 o 60 si suicidano: numeri drammatici ma che non stupiscono affatto gli “addetti ai lavori”, perché da almeno vent’anni sono pressoché stabili. Quindi non serve evocare “l’emergenza” ogni volta che si verifica un nuovo caso; piuttosto sarebbe necessario mettere a punto delle strategie per limitare le morti in cella, prendendo magari lo spunto dalle iniziative intraprese in alcuni istituti di pena.

Annullare il rischio di suicidio tra i detenuti è impossibile (perché c’è chi si uccide per problemi famigliari, come accade fuori dal carcere), ma è fattibile una prevenzione basata semplicemente sul miglioramento della “qualità della detenzione”.

Non servono nuove leggi: l’Ordinamento penitenziario, scritto 35 anni fa, prevede che un detenuto debba rimanere in cella soltanto la notte (le celle, infatti, sono chiamate “camere di pernottamento”). Durante la giornata dovrebbe poter lavorare, studiare, fare attività sportive e ricreative. Per mancanza di spazi, di soldi e di personale, la legge non viene rispettata e, tranne in alcuni Istituti (ricordiamo Bollate, ma anche Padova e Trieste), i detenuti trascorrono 20 - 22 ore al giorno chiusi in una cella, spesso sovraffollata, dove è possibile soltanto stare in branda ad aspettare che il tempo passi, che passino i giorni i mesi e gli anni…

Come non impazzire? Come non pensare al suicidio come unica forma di “fuga” possibile da una pena (e da una vita) svuotata di significati e di aspettative?

Dare ai detenuti la possibilità di lavorare, di istruirsi e mantenersi sani nel corpo e nella mente, è la premessa necessaria perché il “recupero” alla vita civile possa avvenire. La società sarebbe più sicura e loro… morirebbero di meno.

25 detenuti si sono suicidati dall’inizio anno impiccandosi


Cognome

Nome

Età

Data morte

Causa

Metodo

Istituto

Coluccello

Luigi

55 anni

12-giu-10

Suicidio

Impiccagione

Lecce

Caneo

Francisco

49 anni

12-giu-10

Suicidio

Impiccagione

Opera (Mi)

Lamagna

Alessandro

34 anni

06-giu-10

Suicidio

Impiccagione

Salerno

Straniero

Detenuto

30 anni

28-mag-10

Suicidio

Impiccagione

Lecce

Caselli

Aldo

44 anni

19-mag-10

Suicidio

Impiccagione

Reggio Emilia

Franzese

Domenico

57 anni

15-mag-10

Suicidio

Impiccagione

Siracusa

Ivanov Kirilov

Vasiline

33 anni

8-mag-10

Suicidio

Impiccagione

San Vittore (Mi)

De Magro

Eraldo

57 anni

6-mag-10

Suicidio

Impiccagione

Como

Protino

Gianluca

34 anni

27-apr-10

Suicidio

Impiccagione

Teramo

Palumbo

Giuseppe

34 anni

23-apr-10

Suicidio

Impiccagione

Firenze

Bellante

Daniele

31 anni

13-apr-10

Suicidio

Impiccagione

Roma Rebibbia

B.

Carmine

39 anni

07-apr-10

Suicidio

Impiccagione

Benevento

Iaria

Romano

54 anni

03-apr-10

Suicidio

Impiccagione

Sulmona (AQ)

Russo

Angelo

31 anni

10-mar-10

Suicidio

Impiccagione

Napoli Poggioreale

Sorrentino

Giuseppe

35 anni

07-mar-10

Suicidio

Impiccagione

Padova Reclusione

Giuliani

Roberto

47 anni

25-feb-10

Suicidio

Impiccagione

Roma Rebibbia

Furuli

Alessandro

42 anni

24-feb-10

Suicidio

Impiccagione

Vibo Valentia

Aloui

Walid

28 anni

23-feb-10

Suicidio

Impiccagione

Padova Reclusione

Balsamo

Vincenzo

40 anni

23-feb-10

Suicidio

Impiccagione

Fermo

Tunisino

Detenuto

26 anni

22-feb-10

Suicidio

Impiccagione

Brescia

Volpi

Ivano

29 anni

19-gen-10

Suicidio

Impiccagione

Spoleto (PG)

Abellativ

Eddine

27 anni

13-gen-10

Suicidio

Impiccagione

Massa Carrara

Attolini

Giacomo

49 anni

07-gen-10

Suicidio

Impiccagione

Verona

Tammaro

Antonio

28 anni

07-gen-10

Suicidio

Impiccagione

Sulmona (AQ)

Frau

Celeste

62 anni

05-gen-10

Suicidio

Impiccagione

Cagliari

Altri 6 detenuti sono morti per avere inalato del gas

Cognome

Nome

Età

Data morte

Causa

Metodo

Istituto

Italiano

Detenuto

39 anni

11-apr-10

?

Inalazione gas

Santa Maria C.V. (Ce)

Italiano

Detenuto

47 anni

28-mar-10

?

Inalazione gas

Reggio Emilia

Iannuzzi

Francesco

40 anni

24-mar-10

?

Inalazione gas

Alba (CN)

Mohamed

El Abbouby

25 anni

15-gen-10

?

Inalazione gas

Milano San Vittore

Ciullo

Pierpaolo

39 anni

02-gen-10

?

Inalazione gas

Altamura (BA)

Ben Massoud

Adel

57 anni

12-feb-10

?

Inalazione gas

Livorno


Osservatorio Permanente sulle morti in carcere

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