Infermieri del carcere di Marassi senza stipendio da tre mesi

Il servizio infermieristico e sanitario della Casa circondariale di Marassi e alcuni presidi scolastici del territorio genovese sono stati appaltati dalla Asl 3 alla cooperativa “Il Gabbiano” .
La Uil funzione pubblica, avendo appreso da un gruppo di lavoratori della cooperativa sociale, il mancato pagamento di tre mensilità di retribuzione, ha denunciato tale grave comportamento alla Asl 3 genovese.
La denuncia è partita, in particolare, da un congruo numero di lavoratori che prestano prestazioni infermieristiche presso la casa circondariale di Marassi e che proprio in questi giorni è stata teatro di un episodio di rivolta carceraria avvenuta domenica 6 giugno che sembrerebbe scaturita, secondo quanto riportato dai giornali, proprio dalla mancata somministrazione della terapia di tranquillanti e sonniferi.
Lo stesso direttore delle carceri, Salvatore Mazzeo,ha dichiarato agli organi di stampa che il mancato pagamento da parte della cooperativa sta creando delle ripercussioni all’interno delle carceri e che lui stesso ha denunciato la situazione alla responsabile Asl del servizio sanitario interno, paventando il pericolo di disordini per la situazione, come poi è effettivamente avvenuto.
La Uil di Genova crede che sia necessario porre i lavoratori della cooperativa in condizioni di lavorare serenamente all’interno della struttura carceraria e nei presidi territoriali e che ciò sia possibile solo con il puntuale pagamento delle retribuzioni e con turni di lavoro rispettosi dei tempi di recupero previsti dalla normativa.
Come sindacato rimarchiamo come lamancata conoscenza del contenuto dell’appalto tra Asl 3 e cooperativa il Gabbiano ponga il sindacato stesso nella situazione di richiamare l’attenzione della Asl come unico garante del rispetto dei contenuti del contratto di appalto.
La Asl 3 che deve pagare puntualmente la cooperativa, a nostro avviso non può eludere il controllo sulla qualità del servizio svolto, servizio che in questo momento vede i lavoratori impegnati nelle mansioni in forma gratuita in un posto di lavoro difficile come le carceri e quali possano essere eventuali condizioni di recesso.
Sicuri che la situazione possa trovare un’evoluzione positiva quanto prima, avendo come unico intendimento la garanzia del servizio e la tutela dei lavoratori impegnati in questa difficile mansione, diamo la nostra completa disponibilità a trattare con tutte le parti in causa.

GRAZIELLA LIBRANDI
( responsabile Terzo settore Uil Funzione pubblica)

Il Secolo XIX,  11/6/2010

Comments are closed.