Bagnasco dice no alle prove teatrali nella cappella

Quindici “detenuti attori” avevano chiesto di poter utilizzare la chiesetta per “Uominidentro”

La Chiesa non va utilizzata per le prove teatrali. Anche se in carcere è l’unico spazio dove poter permettere ad un gruppo di quindici attori di provare le scene. La sacralità di una chiesa, della cappella di un carcere,
non va contaminata con una piece anche se non presenta canovacci sconvenienti.
Lo ha detto il cappellano del carcere, lo ha ribadito anche il cardinale Bagnasco che dallo stesso cappellano è stato interpellato riguardo al quesito.Può una chiesa diventare uno spazio per prove teatrali? La risposta è stata no. Anche se non risulta che all’interno di Marassi
ci siano grandi sale, luoghi per assemblee, meno che mai uno spazio teatrale.C’è un progetto molto bello e molto avanzato presentato recentemente al Ducale, con il sostegno dell’istituto Vittorio Emanuele Ruffini che da anni lavora con i detenuti in rappresentazioni teatrali ma per ora il teatro non c’è.
La notizia del rifiuto è confermata se pur con imbarazzo dal direttore del carcere Salvatore Mazzeo il quale si dilunga sulla piece teatrale “Uomini Dentro” che quindici detenuti stanno preparando per l’estate. Dove provano? In un capannone annesso al carcere, che d’estate non deve essere un posto propriamente fresco e agevole.Ma è l’unico spazio disponibile. Eppure nella chiesa si imbandisce anche il pranzo natalizio di Sant’Egidio.
Perché un teatro che serve al riscatto e alla riconciliazione con se stessi, no?

Il Secolo XIX, 8/6/2010

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