Rivolta nel carcere di Marassi

Rivolta nel carcere di Marassi. I detenuti del secondo piano della prima sezione hanno incendiato suppellettili e lenzuola. Sette di loro si sono barricati in cella. La violenta protesta è stata repressa dall’intervento deciso della polizia penitenziaria, ma due agenti sono rimasti feriti.
Il segretario della Uil pubblica amministrazione penitenziari, Eugenio Sarno, lancia l’allarme: “Ieri, a Salerno il ventinovesimo suicidio dall’inizio dell’anno di un detenuto, mentre a Genova e Novara scoppiava la rivolta”.
E non sono casi isolati. Il dirigente sindacale ricorda che “sabato a Padova, Vicenza e San Vittore analoghe manifestazioni di protesta sono state messe in atto dalla popolazione detenuta”. E ancora: “venerdì a Sanremo un detenuto è stato salvato in extremis dalla polizia penitenziaria. Ancora venerdì a Milano Opera un detenuto ha aggredito e ferito con pugni un agente: è il 96mo agente penitenziario aggredito e ferito dall’inizio del 2010. Giovedì l’evasione di un detenuto dall’ospedale Gemelli di Roma. Basta e avanza per dire che siamo oltre il baratro”.
Dice Sarno: “Abbiamo speso tutte le parole possibili per lanciare l’allarme su cosa succederà negli istituti penitenziari. Adesso più che parlare bisognerà concentrarsi su come affrontare questa estate di proteste e rivolte nelle prigioni, nella consapevolezza di essere stati lasciati  nel più completo abbandono a dover gestire, senza mezzi, uomini e risorse queste tensioni. Gli episodi violenti della settimana appena trascorsa non sono che l’avamposto dell’eruzione che ci attende”.

C’è molta preoccupazione tra gli addetti ai lavori per la situazione nei penitenziari. “Purtroppo il Parlamento pare essere distratto da altre cose – afferma il segretario generale delal Uil Pa Penitenziari – e irresponsabilmente non ha voluto approfondire la tematica relativa alle carceri. 67.500 detenuti, 29 suicidi in cella, 44 tentati suicidi sventati, 96 agenti penitenziari, 2 medici e 4 infermieri aggrediti e feriti, 4 evasioni e 5 tentate evasioni: questi sono i numeri dello sfascio, dell’emergenza e del dramma penitenziario”.
“Il personale è stanco, depresso, demotivato e sfiduciato. Non c’è il piano carceri – conclude Sarno – Almeno ne abbiamo perso completamente le tracce. Non ci sono le norme deflattive. Ora non ci sono più nemmeno le 2000 assunzioni. Diciamo che le parole sono state tante. I fatti sono zero”.

La Repubblica, 7/6/2010

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