Milano: detenuto si uccise a San Vittore, psichiatra e psicologa sotto inchiesta
Luca Campanale, il detenuto ventottenne impiccatosi il 12 agosto dell’anno scorso a San Vittore, è stato lasciato morire “per mancanza di posti letto”. Con questa motivazione una psicologa del carcere, R. D., lo dimise dal centro osservazione malattie psichiatriche. E anche “in presenza di reiterati gesti autolesionistici, etero – aggressivi e tentativi di suicidio avvenuti”, successivamente fu rinchiuso in una cella a medio rischio, senza sorveglianza a vista. L’avviso di conclusione delle indagini, notificato in questi giorni alla psicologa e alla psichiatra, M. M., elenca tutti i precedenti di Campanale, emersi nel corso dell’inchiesta del sostituto procuratore Silvia Perrucci.
La prima aggressione, ai danni di un agente penitenziario, risale al3 maggio. Ventidue giorni dopo viene registrato un “tentativo di impiccagione con eritema alla base del collo”. Altri sette episodi nelle settimane successive: il più grave il 27 giugno, quando il detenuto, che scontava un arresto per rapina, ingerì una lametta. Psicologa e psichiatra ora sono accusate di “abbandono di incapace con conseguente morte della vittima”. Campanale, infatti, da ragazzo aveva subito un grave incidente stradale che gli aveva procurato un disturbo permanente della personalità.
La Repubblica, 27/5/2010

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