Sanremo, detenuto muore in carcere “Sovraffollamento”. “No, morte naturale”
E’ stato trovato ai piedi del letto a castello dove dormiva al terzo piano nella casa di reclusione di Sanremo. Il sindacato penitenziari denuncia “una tragedia annunciata: una morte che si doveva e poteva evitare”. Nel penitenziario del ponente sono rinchiusi 367 detenuti contro una capacità massima di 209. Ma il direttore smentisce: “E’ morto per un’insufficienza cardiorespiratoria acuta”
Un detenuto del carcere di Sanremo, Giovanni Bonafè, è morto stamani all’alba. Il sindacato Uil Penitenziari sostiene che la causa sia la caduta dal terzo piano del letto a castello dove dormiva nella sua cella, ma il direttore del carcere smentisce: “Il medico legale – ha affermato Francesco Frontirrè – sostiene che la morte sia stata causata da un’insufficienza cardiorespiratoria acuta, in un soggetto già affetto da altre patologie. E’ una morte per cause naturali”.
Erano circa le 5.30 quando Bonafè è stato soccorso dai compagni di cella e poi dagli agenti. Era disteso a terra, ai piedi del letto a castello. Era ancora vivo ma è morto dopo pochi istanti.
Il sindacato Uil penitenziari è convinto che la tragedia sia da attribuire invece al sovraffollamento: “Quando ci si ostina a voler determinare condizioni inumane di detenzione non possono non capitare certe cose. E’ noto a tutti che i letti a castello con tre piani sono potenzialmente pericolosi. Purtroppo siamo a commentare una morte che si poteva, si doveva, evitare”, commenta il segretario generale della Uil-pa Penitenziari Eugenio Sarno.
“Ogni giorno – prosegue Sarno – ci tocca aggiornare i macabri elenchi luttuosi di morti avvenute dentro le mura. Più volte avevamo denunciato e lanciato l’allarme sul carcere sanremese. Allarmi e denunce rimasti inascoltati. Oggi l’istituto conta la presenza di 367 detenuti, quando ne potrebbe contenere al massimo 209″.
La Repubblica, 25/5/2010

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