Frosinone: detenuto tossicodipendente di 32 anni muore per un infarto in cella
Un detenuto di 32 anni, tossicodipendente, è morto per un infarto nel carcere di Frosinone. Ne dà notizia il garante dei detenuti del Lazio Angiolo Marroni, che sottolinea: “Questo ragazzo, affetto da tossicodipendenza acuta, non doveva stare in carcere ma in una struttura adeguata”. È la 77esima morte nel 2010 nelle carceri italiane, compresi i suicidi. Il 32enne, spiega il Garante, è morto a causa di un improvviso attacco di cuore, all’interno della cella che divideva con il fratello nel carcere di Frosinone. L’uomo, Fabrizio S., 32 anni, è morto ieri sera. A dare l’allarme lo stesso fratello che, mentre preparava la cena per entrambi, si è reso conto della morte di Fabrizio. Inutili tutti i tentativi di soccorso. Secondo i collaboratori del Garante, la vittima era tossicodipendente, ed era arrivato ad assumere 60 cc di metadone al giorno. La morte di Fabrizio – sottolinea il Garante – è arrivata all’interno di un carcere sovraffollato dove, a fronte di una capienza regolamentare di 325 posti, i ristretti superano abbondantemente le cinquecento unità.
“La morte di Fabrizio sarà catalogata dalle statistiche come un decesso per cause naturali, ma si tratta pur sempre di una morte di carcere”, ha detto il Garante dei detenuti del Lazio Angiolo Marroni, concludendo: “Dobbiamo chiederci se per una persona in quelle condizioni di salute, certificate dalla quantità di metadone che assumeva ogni giorno, il carcere fosse la soluzione migliore o se, invece, non dovesse essere ricoverato in una comunità o in una struttura più adeguata”.
Il Garante: non doveva stare in carcere
È morto a causa di un improvviso attacco di cuore, all’interno della cella che divideva con il fratello nel carcere di Frosinone. La notizia di questo nuovo decesso in un carcere – il 77mo dall’inizio dell’anno – è stata diffusa dal Garante dei detenuti del Lazio Angiolo Marroni. L’uomo – Fabrizio S., 32 anni – è morto ieri sera. A dare l’allarme lo stesso fratello che, mentre preparava la cena per entrambi, si è reso conto della morte di Fabrizio. Inutili tutti i tentativi di soccorso. Secondo i collaboratori del Garante, la vittima era tossicodipendente che era arrivato ad assumeva 60 cc. di metadone al giorno. La morte di Fabrizio è arrivata all’interno di un carcere sovraffollato dove, a fronte di una capienza regolamentare di 325 posti, i ristretti superano abbondantemente le cinquecento unità. “La morte di Fabrizio sarà catalogata dalle statistiche come un decesso per cause naturali, ma si tratta pur sempre di una morte di carcere – ha detto il garante dei detenuti del Lazio Angiolo Marroni – Dobbiamo chiederci se per una persona in quelle condizioni di salute, certificate dalla quantità di metadone che assumeva ogni giorno, il carcere fosse la soluzione migliore o se, invece, non dovesse essere ricoverato in una comunità o in una struttura più adeguata”.
Apcom, 22/5/2010

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