L’insegnamento della Perugia-Assisi 2010: lavorare perchè la cultura della pace prenda il posto della ‘cultura del nemico’
Ieri più di 100.000 persone si sono date appuntamento in Umbria per la Marcia della pace da Perugia ad Assisi. 25 chilometri a piedi, con qualche rovescio piovoso. Da Genova sono partiti due Pulman organizzati, come ormai accade da diversi anni, dall’Arci.
Un appuntamento importante che ha messo al centro della discussione il bisogno di un nuovo modello culturale per le relazioni nella nostra società. Un modello culturale che abbi le sue fondamenta nella cultura della pace. Che non significa “soltanto” contrasto alla guerra, alle mafie, al razzismo, all’indifferenza, all’istinto di conservazione dell’esistente. Ma ridare un senso di responsabilità collettiva ad un progetto di società alternativo, in cui la cultura della pace prenda il posto della cultura del nemico attuale. Una nuova prospettiva in cui la convivenza responsabile sia un principio che ci muove per trasformare la realtà.
Naturalmente, a parte sparute e brevi presenze in qualche tg, questo appuntamento non ha coinvolto come sarebbe stato auspicabile e necessario. In compenso pagine e pagine dei quotidiani si soffermano sul bagno di folla (poco più della marcia della pace!) in piazza San Pietro. Contenuti?
Forse è venuto il momento di studiare ed utilizzare forme nuove per comunicare e coinvolgere su questo progetto.


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