Rivolta dei minori al carcere Beccaria
Parte dall’ala minorile del carcere Beccaria di Milano la protesta dei detenuti contro le pessime condizioni di vita dietro le sbarre e soprattutto contro il sovraffollamento.
Nella rivolta, i ragazzi hanno appiccato un incendio a stracci e materassi che ha coinvolto tre agenti penitenziari, rimasti intossicati in modo lieve e trasportati in codice verde all’ospedale cittadino San Carlo. Quattordici dei 56 detenuti minorenni stipati nel carcere hanno aspettato l’ora di pranzo per dare fuoco, nei corridoi, a lenzuola, asciugamani, vestiario e materassi. Nelle scorse settimane un’indagine dei carabinieri del Nas portò al sequestro di 200 chili di carne adulterata servita alla mensa del carcere. La direttrice dell’Istituto penitenziario, Daniela Giustiniani, però, nega che si sia trattato di una rivolta: «È stata solo dabbenaggine da parte dei ragazzi, cecità e imprudenza – ha detto – forse cercavano di fare un dispetto».
Non la pensa così Eugenio Sarno, segretario generale Uil Pa Penitenziari che racconta: «Appena tre giorni fa era stato sottoscritto un documento unitario nel quale si segnalava, tra l’altro, il pericolo di rivolte e tensioni». E anche nel carcere di Novara, per il secondo giorno, si segnalano ancora tensioni. Dopo gli incidenti di giovedì, in cui sono rimasti feriti due agenti, ieri il comandante di un reparto è finito in ospedale. Il sindacato di polizia penitenziaria Osapp definisce le carceri piemontesi «una bomba a orologeria» e accusa «l’immobilismo e l’inerzia dell’amministrazione».
Il Manifesto, 23/4/2010

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