Il viaggio della memoria nelle celle della tortura
Ogni giorno settecento ragazzi mangiano a due metri dalle celle delle torture. Ogni anno – grazie all´Arsu che gestisce la Casa dello Studente e al centro documentazione Logos che, in collaborazione con l´Anpi, organizza le visite – centinaia di ragazzi possono toccare con mano il luogo che, a Genova, rappresenta la violenza più bruta.
Le segrete della Casa dello Studente sono – come tutti sanno – il luogo fisico in cui Gestapo ed SS, per 20 mesi e fino al giorno della Liberazione, torturavano i loro prigionieri: si entrava, in piedi, da quello che oggi è corso Gastaldi e si usciva, cadavere, da quella che oggi è via Corridoni. «Anche quando la Casa dello studente è stata pesantemente ristrutturata – racconta Renzo Bertolotti, responsabile dei servizi al pubblico dell´Arsu – c´è stata la scelta precisa di salvaguardare le sale della memoria, a partire dalla “galleria dei tormenti”. Per il Giorno della Memoria e attorno al 25 aprile questi spazi vengono aperti, per dare – soprattutto ai ragazzi – la possibilità di vedere cosa accadeva veramente e dove. Quest´anno si aggiunge l´esposizione che trova, nelle celle delle torture, un´ambientazione che esalta il valore delle opere».
Il lavoro che compiono gli operatori della Logos è difficile, ma dà soddisfazioni enormi: «Per quanti film possa aver visto un ragazzo, per quanti racconti possa aver ascoltato, toccare con mano il luogo delle torture – magari proprio quel luogo dove vai a studiare, mangi in mensa, utilizzi i computer – è un´esperienza sconvolgente. Per gli studenti genovesi, poi, è difficilissimo pensare che quella Casa dello Studente di corso Gastaldi, davanti alla quale sei passato un milione di volte, sia proprio il luogo fisico dove i nazisti torturavano ragazzi, magari della tua stessa età».
Le quattro cellette lasciate esattamente come sono state trovate il 25 aprile del ‘45 e la galleria delle torture erano – ovviamente – i luoghi “segreti”. Bisogna però pensare che tutta la Casa dello Studente (prima pietra nel ‘33, nel ‘35 già funzionante e poi requisita dai nazisti subito dopo l´8 settembre del ‘43) era la sede operativa di Gestapo ed SS: in quegli uffici vennero prese le decisioni degli eccidi (Benedicta, Turchino, ecc.), i rastrellamenti nelle fabbriche, la fucilazione di partigiani. Per chi le visita, ancora oggi, è un´emozione unica.
(r. n.)
La Repubblica, 17/04/2010

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