Carceri: agenti sequestrati per due ore a Porto Azzurro
PORTO AZZURRO (LIVORNO). Accerchiati, minacciati e sequestrati da una quarantina di detenuti armati di piccole lame. Due agenti penitenziari del carcere di Porto Azzurro sono stati vittime di una protesta dei reclusi contro le condizioni di vita nell’istituto: la mancanza di acqua calda, i mancati cambi di lenzuola e il vitto non adeguato. Tutto si è risolto senza incidenti dopo un paio d’ore, grazie alla mediazione del personale di polizia penitenziaria e dal comandante del reparto. Proprio l’istituto penitenziario dell’Isola d’Elba nell’87 fu teatro di una rivolta che tenne per una settimana l’Italia con il fiato sospeso. Dal 25 agosto al primo settembre, sei ergastolani capitanati dal neofascista Mario Tuti, in un tentativo di evasione presero in ostaggio una trentina di persone, fra cui il direttore dell’istituto. Gli ostaggi vennero poi rilasciati. Per il direttore del carcere, Carlo Alberto Mazzerbo, quella di ieri è stata «un’azione dimostrativa condotta in una forma intollerabile. La protesta è stata solo di una parte dei reclusi della sezione carceraria. La situazione è tornata alla normalità grazie alla professionalità dei due agenti. Gli altri e il comandante del reparto hanno condotto la mediazione e gestito la situazione con la freddezza necessaria». Per Mazzerbo, alla base della protesta ci sono «problemi di vivibilità legati al malfunzionamento della caldaia e di alcune lavatrici, che stiamo sistemando». In carcere ci sono 320 detenuti a fronte di 121 agenti.
Il Secolo XIX, 8/04/2010

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