I volontari della musica che lezione, in carcere
L´originale missione di un direttore d´orchestra e di un ex professore di liceo: combattere l´analfabetismo
Tutto gratis, seguaci compresi: e il concerto si replica anche in carcere
Uno è un grande direttore d´orchestra, l´altro è un professore di matematica in pensione: hanno deciso che i giovani sono più importanti di finanziamenti e programmi ministeriali e gli va restituita la musica. Da un anno entrano in licei e istituti professionali, d´accordo con l´insegnante di Lettere o Filosofia o Storia dell´arte, e li conquistano.
Sono Pietro Borgonovo, bacchetta internazionale (Premio Abbiati 2003) e oboista, direttore artistico della Gog, e Giovanni Gambaro, che ha insegnato ai licei classici Mazzini e al Colombo. Senza nessuna pubblicità, solo con proposta diretta ai docenti, stanno compiendo un miracolo: riempiendo quella vertiginosa voragine nella cultura degli italiani. Le loro lezioni, completamente a titolo gratuito, sono sempre più richieste: il mini-corso si conclude con una terza lezione “pratica”, un concerto della Gog, cui i ragazzi possono assistere per soli 2 euro.
«Nel primo incontro – spiega Borgonovo – spieghiamo cosa sia l´idea musicale, facciamo ascoltare le diverse interpretazioni di un brano, dimostriamo come la musica gli racconti il periodo storico-artistico-filosofico che stanno studiando da un altro punto di vista. La seconda chiacchierata è più applicativa, ascoltiamo brani dal concerto cui assisteranno e proviamo a smontarli e capire come funzionano».
«L´analfabetismo musicale in Italia è così diffuso che abbiamo deciso di provare, nel nostro piccolo, a dare un´opportunità ai ragazzi – dice Giovanni Gambaro – non solo non si studia musica nelle scuole ma neppure storia della musica. Con così poco, invece, abbiamo ottenuto risultati inaspettati, classi dove non volava una mosca per due ore, un´attenzione preziosa che fa quasi male, proprio perché non possiamo coltivarla di più».
Non si capisce perché un progetto di così alto livello, nato dal puro volontariato, non riesca a trovare finanziamenti pubblici o privati. Che potrebbero trasformarlo in un progetto-pilota in Italia. Sono andati anche in carcere, con il loro modello, due lezioni più concerto, ma c´era il problema tecnico della serata al Carlo Felice per i detenuti. Allora, altro volontariato: il violista del quartetto Le Architetture, Francesco Fiore (prima viola al teatro dell´Opera di Roma), il giorno dopo la serata Gog, è entrato a Marassi a regalare quel concerto previsto dal corso Borgonovo-Gambaro: alcune suites di Bach.
«Una delle esperienze più emozionanti l´abbiamo vissuta alla scuola serale del Vittorio Emanuele – spiegano – c´erano persone di ogni età, generose di un´attenzione formidabile». Anche il carcere ha riservato ai due docenti d´eccezione una delle esperienze più fertili: «Durante il concerto, c´era un emozionato silenzio», aggiunge Borgonovo. Adesso anche l´ospedale Galliera li vuole, così come tutte le scuole della città: ma loro sono solo due e bisognerebbe organizzare una piccola struttura per soddisfare ogni richiesta. E ovviamente servono finanziamenti per continuare a garantire l´imprescindibile gratuità dell´offerta formativa che Borgonovo e Gambaro vogliono difendere. E poi c´è il salto di qualità, cui Borgonovo non vuole rinunciare, anche se sa che sfiora l´utopia: «Vorrei lasciare a casa i cd, e portare nelle classi una piccola orchestra da camera».
MICHELA BOMPANI
La Repubblica, 2/04/2010

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