“Ha picchiato un ragazzo”, carabiniere sott´accusa
Ferrara, video shock su un pestaggio in caserma. Il giovane colpito con il manganello
FERRARA – Chi lo conosce giura che non è un violento, dice che è un carabiniere col curriculum immacolato e che detesta gli eccessi. Insomma, tutto il contrario di un “Rambo” in divisa. Ma contro di lui c´è un video-shock. La scena di un pestaggio, ironia della sorte ripresa dalle telecamere montate nell´atrio della caserma del Radiomobile di Ferrara per tenere lontani gli intrusi. Una scena drammatica. Si vede il militare che si scaglia contro un ragazzino ammanettato, immobilizzato su una poltroncina di plastica, e lo picchia col manganello fino a farlo cadere a terra. Video senza audio, ma le immagini parlano da sole. Il ragazzo urla e si dispera. Subito dopo, altre sequenze mostrano i colleghi del militare in ginocchio su un altro ragazzo.
Un video-shock e un “testimone”: le immagini le ha viste anche un avvocato che conosce il carabiniere per averlo difeso in passato, come vittima di aggressioni. Crede di averlo riconosciuto e ha deciso di parlare. «Quello che ho visto non mi piace – dice – Non potevo tacere». L´uomo in divisa, 44 anni, lunga esperienza, è indagato per lesioni aggravate. Un pestaggio su un ragazzo inerme in caserma. Nella città dove non si è mai spenta l´eco della morte di Federico Aldrovandi, lo studente che perse la vita il 25 settembre 2005 in uno “scontro” coi poliziotti: quattro agenti condannati per eccesso di difesa in relazione alla sua morte.
Stavolta Ferrara non piange una vittima (per i ragazzi, lesioni lievi) ma le botte in caserma hanno sollevato un polverone e diviso la cittadina emiliana fra colpevolisti e innocentisti. E il pestaggio, se davvero questo è accaduto la sera del 24 febbraio scorso, va contestualizzato. Nel tardo pomeriggio, i carabinieri intervengono per bloccare quattro giovani ubriachi che infastidiscono i passanti in centro, due ecuadoriani e due albanesi. Operazione difficile: i quattro si ribellano e l´equipaggio chiede rinforzi. In caserma la situazione si fa incandescente: i giovani sono fuori controllo e secondo i militari tentano più volte di aggredirli. Uno di loro si conficca una penna nel braccio e sparge sangue dappertutto. Dall´esterno, diranno i familiari, si sentono le urla. Finisce con gli arresti, per resistenza, e la Procura apre un´inchiesta. Ma il giorno dopo uno dei legali va a trovare i giovani in carcere e dice di averli trovati “un po´ ammaccati”. Il pm Barbara Cavallo, titolare dell´indagine sui fermi, viene a sapere del filmato, lo esamina e decide di indagare il carabiniere immortalato col manganello. Il suo legale, che però il video non l´ha visto, replica che in caserma c´è stata una specie di guerriglia e che sono stati i ragazzi ad aggredire i carabinieri.
CARLO GULOTTA
La Repubblica, 2/04/2010

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