Elezioni regionali 2010: una situazione chiara nella sua drammaticità: manca un progetto sociale alternativo.
Primo dato: Più di un elettore ogni tre non ha votato. Se non indifferenza o apoliticità sicuramente disillusione e sfiducia in un sistema politico asfittico, quotidianamente in preda a sussulti di illegalità diffusa, a furberie italiche che mai valorizzano le energie positive e solidali che pur esistono.
Secondo dato: nonostante la debacle del pdl il centro destra tiene. Non basta quindi l’antiberlusconismo o le invettive ad personam, benchè legittime e doverose, per sconfiggere un modello culturale. Il culto dell’immagine, il “privatismo” ossessivo, la competitività indifferente, l’italocentrismo discriminante vanno al di là della singola persona e resisteranno alle cadute individuali.
Terzo dato: la Lega in forte ascesa. Questo è uno dei dati più preoccupanti. Perchè la lega raccoglie i frutti del modello di società accennato, lavorando sulle paure e sulle fragilità delle relazioni delle persone. Razzismo, esclusione sociale, individualismo antisolidale sono lo spettro, tutt’altro che diafano, che oggiAggiungi un appuntamento per oggi compone il nostro orizzonte.
Quarto dato: In Liguria e a Genova il centro-sinistra tiene. Fatto non solo confortante ma imprescindibile: fondamenta solide per una ricostruzione che pare sempre più necessaria ma anche profonda e lunga nel suo percorso.
Ma a quante altre vittorie della destra dovremo assistere? Quali altri smembramenti dello stato, sociale e non, dovremo subire? Quali altri incubi di conflitti sociali agiteranno i nostri quartieri prima che tutte le forze politiche e sociali decidano, in modo consapevole e partecipato, di pensare e agire un progetto di società alternativo?
Non si può più aspettare. Il rischio è che domani sia troppo tardi.
Cambiare si può e si deve, a partire da noi.

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