“Silenzio elettorale”: sequestrate le carriole e vietato pulire le strade dalle macerie

A L’Aquila si vota per la provincia e  il prefetto – rappresentante del governo – ha proibito la manifestazione dei cittadini aquilani per il “Silenzio elettorale”. Ascoltate Valentina, del Comitato cittadini aquilani

(fonte, Radio Onda d’urto)
“Oggetto: Verbale di sequestro di una carriola, in pessimo stato di conservazione, con contenitore in ferro di colore blu, con legatura in ferro sotto il contenitore, e cerchio ruota di colore viola, e di due pale con manico in legno”. Questo il testo di in verbale di sequestro della Digos, intervenuta ieri contro il cosiddetto popolo delle carriole tornato, come sempre nelle ultime domeniche, nel centro storico dell’Aquila, per portare via le macerie del terremoto, in segno di protesta contro chi ha speculato sul sisma. Circa duecento persone sono scese in strada, nonostante il divieto della Prefettura, motivato dal silenzio elettorale.

Il sequestro della carriole da parte delle forze dell’ordine è stato immediato. Era un’eventualità attesa e gli organizzatori della protesta hanno attuato una strategia diversiva: sono entrati nel centro storico come normali cittadini e, una volta dentro, hanno preso alcune carriole che avevano nascosto precedentemente sotto un tendone, in piazza Duomo. Poi hanno formato un corteo sulla via principale, che si è diretto verso piazza Nove Martiri. La polizia è rimasta a guardare, ma ha provveduto a identificare tutti i manifestanti. “La Digos ha preso i nomi di decine di noi -dicono i manifestanti-. Vogliono denunciarci. Intimidirci. Noi ci autodenunceremo tutti come portatori delle carriole”. Ma, a pochi giorni dal primo anniversario del terremoto, cosa stanno organizzando i comitati? Lo abbiamo chiesto a Valentina, del Comitato cittadini aquilani.

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