Antonio Rasero,rischio suicidio controlli ogni 15 minuti
Antonio Rasero,rischio suicidio controlli ogni 15 minuti
Chi lo ha visto visto nelle ultime ore parla di uno sguardo perso nel vuoto e il volto deformato da un’ansia devastante. Giovanni Antonio Rasero ha perso quella freddezza che avevano tanto colpito polizia e guardie carcerarie. Non c’è più traccia di quello sguardo beffardo con cui aveva affrontato gli inquirenti in questi primi giorni. La sua situazione processuale in poche ore è precipitata. Ha di fronte a sé l’abisso e sembra essersene reso conto. Per questo adesso è sotto stretta sorveglianza, 24 ore su 24, perché considerato a rischio suicidio.
È stato l’ultimo interrogatorio a far capitolare, perlomeno psicologicamente, Giovanni Antonio Rasero. Tredici ore di martellamento incessante in cui il broker di 29 anni, accusato dell’omicidio del piccolo Alessandro Mathas, è passato attraverso a più interrogatori e soprattutto a due faccia a faccia, in cui non sono mancati momenti di tensione.
Con Katerina Mathas, la madre del bimbo, che lo accusa di essere un killer. E con Haller M., l’amico che quella mattina ha chiamato, forse per un ultimo disperato tentativo di salvare la situazione. La sua testimonianza è stata fondamentale per le indagini. Ma a tutto questo si è aggiunto un ulteriore macigno: il dna trovato sul morso dato al piede del bimbo.
L’altro ieri Rasero era uscito spavaldo dal carcere per l’interrogatorio e ne è ritornato distrutto. Un uomo solo, che di colpo sente avvicinarsi la possibilità sempre più concreta di una condanna a vita.
La direzione del carcere ha disposto per lui un controllo massimo per evitare atti di autolesionismo tanto che gli sono stati tolti anche i lacci delle scarpe. Gli agenti di polizia penitenziaria si affacciano dalle sbarre ogni quindici minuti e ieri mattina è stato visitato da uno psichiatra e gli sono stati somministrati tranquillanti.
Rasero è sempre recluso in una cella al piano terra in isolamento totale. Senza la possibilità di leggere giornali, di guardare la tv, né di ricevere visite. Oggi, però, il magistrato ha concesso un’eccezione: i genitori del broker potranno entrare nel carcere e incontrarlo per alcuni minuti.
Slittano ancora invece i funerali del piccolo Alessandro Mathas. È già stato fissato il luogo dove si celebreranno, la chiesa ellenica ortodossa di via Casaregis, alla Foce, ma il giorno dell’ultimo salute al piccolo Ale è stato posticipato a settimana prossima.
Marco Grasso
Il Secolo XIX, 27/03/2010

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