Un carcere fra le onde
Il progetto per le nuove carceri galleggianti presentato da Fincantieri piace a tecnici e operai. Ma i sindaci non sono dello stesso parere
Di carceri galleggianti si parla da anni, ma ora la Fincantieri ha presentato un vero progetto a Trieste, in un convegno indetto dal Sidipe, il sindacato dei direttori degli istituti di pena. L’ad di Fincantieri, Giuseppe Bono, ha illustrato una proposta di piattaforma lunga 126 metri e larga 33, per 25 mila tonnellate di stazza. Può ospitare 640 detenuti in 320 celle.
Verrebbe costruito in un paio di anni, al costo di circa 100 milioni, e potrebbe funzionare come carcere vero e proprio o come casa di detenzione provvisoria o per reclusi in attesa di trasferimento. L’idea è di portare una boccata d’ossigeno nel sovraffollamento degli istituti (a oggi 67 mila detenuti). Il carcere galleggiante è mobile, ma andrebbe comunque collocato in un porto e collegato via terra. Qui sorgono i problemi, perché, sebbene piaccia a tecnici e operai per i nuovi sbocchi lavorativi finora ha incontrato le resistenze di alcuni sindaci, come Marta Vincenzi a Genova.
P. T.
L’Espresso, 25/03/2010

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