Chiavari, carcere al collasso lettera al sottosegretario
La protesta degli agenti della polizia penitenziaria
Una lettera urgente è stata inviata dal sindacato autonomo della polizia penitenziaria al sottosegretario alla Giustizia Giacomo Caliendo e al capo dell’amministrazione penitenziaria Franco Ionta sullo stato d’agitazione del personale in servizio nel carcere di Chiavari. I rappresentanti sindacali chiedono l’assunzione di provvedimenti urgenti, dopo la dichiarazione congiunta, con le altre organizzazioni dei lavoratori, dello stato di agitazione.
Nel frattempo prosegue la protesta degli agenti di custodia nella casa circondariale di via al Gasometro. Anche ieri astensione volontaria dalla consumazione dei pasti in mensa durante l’orario di lavoro e applicazione ferrea di tutte le disposizioni regolamentari e delle misure di sicurezza. Ad oggi, l’organico della polizia penitenziaria per Chiavari è fissato a 43 unità, ma gli agenti a contatto con i reclusi sono solo 25, divisi su cinque turni da 8 ore ciascuno. «Siamo ampiamente al di sotto della soglia minima di sicurezza», denunciano i sindacalisti di tutte le sigle. Quanto alla situazione dei detenuti, attualmente a Chiavari i reclusi sono 100, ma dovrebbero essere 60. Le celle a disposizione sono 15, ma sono stracolme e i carcerati sono costretti a vivere anche in dieci nella stessa camera di sicurezza e a dormire a terra. Un rischio enorme per l’amministrazione carceraria, visto che una sentenza recente della corte di Cassazione ha riconosciuto a un detenuto un risarcimento di 1.000 euro per sette giorni di reclusione in condizioni non regolamentari.
Il Secolo XIX, 18/03/2010

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