Carceri, “prima di tutto gli organici”
La sopraggiunta notizia del rinvio dell’apertura del nuovo “Cdt”, il centro clinico, all’interno della casa circondariale di Marassi ha fatto tirare un sospiro di sollievo alle donne e agli uomini del contingente di polizia penitenziaria dell’istituto genovese.
Il carcere di Marassi alle 16 di domenica scorsa ospitava 749 detenuti, a fronte di una capienza regolamentare che è di 456 detenuti.
L’apertura del nuovo centro clinico del carcere, quindi, avrebe comportato un incremento di non meno di 100 detenuti, proiettando Marassi al record storico di prsenze e con un dato percentuale di sovraffollamento del 100% (attualmente è del 75%).
Non di meno mi sembra giusto ricordare che nei penitenziari della Liguria su una capacità ricettiva di massimo 1.140 detenuti, a fine febbraio se ne contavano circa 1.700.
Il rinvio dell’apertura del centro clinico è dovuto sostanzialmente alle carenze di personale infermieristico dell’Asl 3 genovese.
A differenza dell’amministrazione penitenziara le autorità sanitarie si sono preoccupate dei disservizi che avrebbe comportato un organico carente di personale.
Tali preoccupazioni, però, non paiono insistere nei vertici dell’amministrazione penitenziaria Regionale, che non ci risulta abbia pensato di sottoporre al Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap) la possibilità, la necessità e l’urgenza di incrementare il personale di polizia penitenziaria.
Occorre ricordare che oggi Marassi può contare su un contingente di polizia penitenziaria di appena 278 unità a fronte di un organico previsto di 472. E’ evidente come in tali condizioni è, giornalmente, a rischio la sicurezza dell’istituto e dello stesso personale, a cui non vengono garantiti i diritti minimi elementari (riposo settimanale, congedi, piani ferie estivo, natalizio e pasquale).
Per venerdì 12 marzo il provveditore regionale Salamone ha convocato le organizzazioni sindacali proprio sulle criticità in atto.
La Uil penitenziari non mancherà. Andremo ad ascoltare e per valutare eventuali proposte o iniziative. Non solo Marassi ma la Liguria tutta, hanno bisogno di interventi urgenti; a cominciare dall’incremento degli organici del personale di polizia penitenziaria e di figure amministrative.
Solo dopo si potrà pensare all’edificazione di nuovi padiglioni o chiatte galleggianti come vogliono il Sidipe e il Sappe. Se del caso coinvolgeremo e ci rivolgeremo anche ai prefetti, ai sindacati, ai politici, perchè negli istituti liguri possano essere garantite condizioni di lavoro sostenibili e i diritti di quei lavoratori che ogni giorno mettono a rischio la propria incolumità per salvaguardare l’ordine pubblico e la sicurezza sociale.
Fabio Pagani
(segretario regionale Uil penitenziari della Liguria)
Il Secolo XIX 9/03/2010

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