Il Sappe promuove il carcere galleggiante progetto della fincantieri
La costruzione di un carcere galleggiante può essere «una prima risposta opportuna al problema del sovraffollamento». A dirlo è stato Donato Capece il segretario generale del Sindacato autonomo di polizia penitenziaria che è intervenuto ieri a Trieste al convegno del Sindacato direttori penitenziari nel corso del quale è stato presentato il progetto di Fincantieri per una piattaforma galleggiante in grado di ospitare 640 detenuti in 320 celle, progetto che vedrebbe Genova in prima fila dal momento che l’intenzione del gruppo è di affidarne la realizzazione ai cantieri di Sestri Ponente. Parole, quelle di Capece che smentiscono quanto invece affermato il giorno precedente dal commissario straordinario del Sappe ligure, Roberto Martinelli, che aveva definito l’ipotesi di un carcere sul mare «una soluzione stravagante». Capece, nel suo intervento, ha ricordato la grande pressione fatta sul governo
per ottenere una risposta all’emergenza delle carceri invitandolo «ad agire presto, perché la situazione è indecente, rischiamo di non poter controllare la sicurezza nelle carceri, dove sono disponibili 40 mila posti letto a fronte di circa 66 mila detenuti». A questo punto il punto interrogativo riguarda il ruolo dei cantieri di Sestri. Il sindaco Marta Vincenzi ha già detto no all’ipotesi di un carcere galleggiante a Genova e il ministro Scajola aveva fatto capire che, nel caso di una chiusura da parte dell’amministrazione locale, i lavori, sarebbero stati affidati a un altro cantiere. Il carcere galleggiante, lungo 126 metri e alto 34, può essere posizionato solo in aree portuali al riparo dai flutti e in arsenali militari.
Il Secolo XIX 27/02/2010
27/02/2010

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