Carceri galleggianti, Genova divisa
Visto da lontano, sembra quasi uno stadio. E invece è un carcere galleggiante. Eccolo, il modello messo a punto dai tecnici della Fincantieri, su richiesta del ministero della Giustizia, per risolvere il problema del sovraffollamento delle carceri. L´enorme piattaforma (126 metri di lunghezza, 33 di larghezza, 25 di altezza, 25mila tonnellate di stazza lorda) verrà presentata domani a Trieste, nel corso di un convegno. Ma Genova è già divisa.
Fincantieri assicura che in due anni è in grado di consegnare la piattaforma. Resta da capire la sua futura collocazione. Di certo, dovrà essere un porto o un arsenale, comunque una struttura (anche industriale) di mare. E Genova? Potrebbe essere protagonista dell´operazione-carceri galleggianti, perché l´intenzione del gruppo guidato da Giuseppe Bono è proprio quello di affidare al cantiere di Sestri Ponente la costruzione delle mega-piattaforme in grado di ospitare 640 detenuti in 320 celle. Ma nulla è ancora deciso e le polemiche legate alla possibile collocazione genovese di un carcere galleggiante potrebbero incidere.
Il ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola al tavolo sulla cantieristica ha garantito fondi certi per almeno una piattaforma galleggiante, lasciando intendere fra le righe che di fronte a opposizioni del territorio, le carceri galleggianti sarebbero destinate ad altri cantieri e non a Sestri Ponente.
Il segnale, probabilmente, era per il sindaco Marta Vincenzi. che nelle scorse settimane aveva manifestato la sua contrarietà all´operazione. Ieri, intanto, ha manifestato tutte le sue riserve anche il segretario ligure del Sappe Roberto Martinelli. «Sono convinto che Genova non abbia alcun bisogno di carceri galleggianti, piuttosto serve una nuova cittadella penitenziaria sulla terra ferma in aggiunta alle carceri di Marassi e Pontedecimo. Mi sembra una soluzione stravagante rispetto a un problema serio». Di parere opposto il segretario genovese della Uilm Antonio Apa. «Se Genova dovesse essere scelta quale contenitore di un carcere galleggiante e le istituzioni si opponessero commetterebbero un autentico autogol. Fincantieri, con questo progetto ha dimostrato la sua versatilità. L´inversione di tendenza sul versante civile con l´acquisizione di nuove commesse, va accompagnata dal sistema paese».
Massimo Minella
La Repubblica, 25/02/2010

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