Genova: Marassi; detenuto aggredisce un agente penitenziario

Un detenuto ha aggredito un agente di Polizia penitenziaria nel carcere di Marassi, dopo aver ricevuto un provvedimento disciplinare. Il poliziotto ha riportato una frattura alla mano, con una prognosi di 30 giorni. A riferire l’episodio è Fabio Pagani, segretario regionale Uil Penitenziari della Liguria, che racconta: “in quel momento al piano terra della seconda sezione del carcere di Marassi erano presenti molti detenuti, impegnati nei corsi scolastici, mentre il personale di polizia penitenziaria contava appena 4 unità in servizio.

Se la situazione fosse degenerata l’incolumità di tutte le unità di polizia penitenziaria sarebbe stata posta in grave rischio”. Il sindacalista rivolge al direttore del carcere “un pubblico apprezzamento per la disponibilità e la sensibilità mostrata nell’occasione avendo deciso di accompagnare personalmente il collega all’ospedale”, ma sottolinea la “incredibile situazione di sovraffollamento” nell’istituto penitenziario, che stamattina ospitava 740 detenuti, a fronte di una capienza di massima pari a 432.

“Nei prossimi giorni sarà aperta un altro reparto – denuncia Pagani – ed è facile immaginare che si incrementeranno le presenze detentive, mentre il personale di polizia penitenziaria lamenta una carenza di 150 unità”. Anche il segretario generale aggiunto e commissario straordinario per la Liguria del sindacato Sappe Roberto Martinelli dichiara che quella di Marassi “è purtroppo un’aggressione annunciata, l’ennesima, frutto del combinato disposto tra il pesante sovraffollamento della struttura e la grave carenza di poliziotti penitenziari.

È evidente che il numero di poliziotti penitenziari impiegati nel servizio di sorveglianza all’interno dei reparti detentivi dell’istituto è, in proporzione ai detenuti presenti, veramente insufficiente. La grave aggressione ripropone drammaticamente all’ordine del giorno la questione della sicurezza individuale dei Baschi Azzurri in servizio nelle prigioni del Paese. Servono risposte certe e urgenti – conclude Martinelli – da parte dell’Amministrazione Penitenziaria”.

Agi, 19 febbraio 2010
dalla rassegna stampa di Ristretti Orizzonti

I commenti sono chiusi.