Tre domande a Hicham Khay, presidente del circolo Belleville
Belleville, un circolo nel centro storico che ha già al suo attivo iniziative importanti, come la presentazione di “Servi”, ultimo reportage narrativo di Marco Rovelli, seguita dal “minilive” di Marco Rovelli (voce e chitarra) e Lara Vecoli (violoncello) in LibertAria.
– I punti di forza del circolo? Su che cosa puntate?
Il gruppo. Il nostro circolo è un luogo di incontro e di socializzazione. I contenuti delle iniziative vengono discussi e approfonditi da tutti i soci, i quali dedicano parte del loro tempo libero a questo progetto sviluppando i propri interessi culturali e coinvolgendo gli altri. Così nascono serate musicali, presentazioni di libri, incontri e via dicendo.
– Si dice un gran bene anche delle vostre scelte su cibo e vino. Ce ne parli?
La scelta è quella di privilegiare il consumo critico, riscoprendo il territorio con prodotti km zero e puntando sulla qualità delle coltivazioni bio. Questo ci ha anche permesso di dimostrare che puntare sulla qualità non vuol dire alzare i prezzi.
– Due parole sul centro storico. Come ti sembra la situazione?
Il centro storico mi dà l’impressione di essere un luogo immobile chiuso su se stesso, le persone ti sembrano spaventate e con nessun entusiasmo. L’idea è che ci sia un ritorno al passato, dove la sera i locali sono tutti chiusi e i vicoli sono deserti, con poche eccezione, dove la città non investe più e si limita a gestire quello che è rimasto.

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